Luglio 2009, Newsletter n. 8
Conferenze internazionale sulle Nanotecnologie: www.medinfo.dist.unige.it
IEEE NANO 2009
Cosa abbiamo fatto:
Domenica 31 Maggio 2009, nel circuito della OMP Racing a Ronco Scrivia, si è svolto il Corso di GUIDA SICURA, sponsorizzato dalla nostra Associazione, con il supporto tecnico dell'ACI di Genova, per le migliori dieci matricole della Facoltà di Ingegneria. I ragazzi erano accompagnati dal Prof. Giuseppe LO NOSTRO e da Fabrizio PARDI dell'ACI, con altri due Istruttori. Era presente inoltre il Tesoriere dell'Associazione, Sig.ra Marina TEVINI. Dopo la calorosa acconglienza di Luigi ROSSI, della OMP Racing, i ragazzi hanno ascoltato per circa un'ora F. Pardi che ha spiegato loro le varie tipologie di guida di un auto in casi estremi (pioggia, frenate, curve etc.), dopo si è passati alla guida pratica in pista. Qui di seguito la lettera di uno studente entusiasta della giornata : premio AASING - Lorenzo CAPPONI.pdf - per chi fosse interessato invece al video: http://www.primocanalesport.it/video.php?id=25119
Lunedì 8 Maggio presso la Facoltà di Ingegneria il Prof. Sergio GARIBBA , Consigliere per le politiche dell'energia del Ministro dello Sviluppo Economico, ha tenuto una Lectio Magistralis dal titolo " Quale politica per l'Energia? Scelte nazionali e integrazione Europea"
Sempre Lunedì 8 Maggio presso la Facoltà di Ingegneria (Piano Nobile, Sala Rappresentanza) si è tenuto il convegno di SNAME Italian Collegium, organizzato dal Rina e dal Dipartimento di Ingegneria Navale (nella persona del Prof. Stefano BRIZZOLARA), dopo i saluti da parte del Presidente Americano di SNAME, Keith Michel, si sono susseguiti molti importanti relatori quali: Fabrizio Vetosi, Ceo di Efigestioni, GianEnzo Duci, Presidente dei Giovani Agenti Marittimi Europei, Nicholas Varvates, Presidente dell'Hellenic Association of Short Sea Ship Owners, Federico Beltrami, Direttore di Premuda Spa, Stefano Bertilone, Regional Manager South Europe, Middle East, Africa del Rina e Guido Assereto di Fincantieri
Venerdì 12 Giugno 2009 presso la Facoltà di Ingegneria il Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dell'Ambiente e del Territorio di Genova ha presentato : Contributi genovesi alla realizzazione del nuovo Terminal di Rigassificazione Adriatic LNG". Il Terminal Adriatic LNG è la prima struttura offshore al mondo in cemento armato per la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL). Collocato al largo di Porto Levante, in provincia di Rovigo, a circa 15 Km dalla costa veneta, ha una capacità di rigassificazione di 8 miliardi di metri cubi all'anno, pari a circa il 10% del fabbisogno energetico nazionale di gas. La Facoltà di Ingegneria, DICAT, ed alcune tra le pricipali società del mondo industriale genovese che hanno partecipato alla realizzazione del terminal, hanno presentato il loro consistente apporto a questo straordinario progetto:D'Appolonia, Rina, Projenia, Fagioli SpA.
Cosa faremo:
Proseguimento degli incontri con le ultime classi dei Licei Scientifici (organizzati dal Prof. Ing. Pino Lo Nostro) per far conoscere i vari corsi di Ingegneria.
- Organizzazione di visite per gli studenti liceali e universitari alle aziende portuali ed industrie genovesi
- Incontri mensili con gli studenti universitari per scambi di idee, suggerimenti ... ed altro
- Spedizione degli inviti del Propeller Club Port of Genoa agli studenti universitari (oltre 200 hanno partecipato ai meetings organizzati durante l'anno sociale 2008/09) ed ai Soci
- Organizzazione incontri con i responsabili dei vari dipartimenti ( a cadenza mensile) per individuare temi altamenti tecnologici da presentare alla città ed ai Soci
Dalla Scuola d’Ingegneria
Annuncio di Conferenza Internazionale sulle Nanotecnologie (Prof. Gf. Coletti) Genova ospiterà dal 26 al 30 luglio 2009, nella sede della Facoltà di ECONOMIA, “IEEE NANO 2009”, nona edizione della conferenza internazionale sulle nanotecnologie promossa dall’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers). Per la seconda volta in quasi 10 anni (la prima è stata in Germania a Monaco nel 2004), l’Europa è stata scelta come location per questo appuntamento mondiale di ricercatori. Le precedenti edizioni si sono tenute a Maui (Hawai), Washington (D.C., Usa), San Francisco (Usa), Monaco (Germania), Nagoya (Giappone), Cincinnati (Ohio, Usa), Hong Kong (Cina) e Arlington (Virginia, Usa). Ad organizzare l’evento è IEEE, la più importante associazione internazionale per lo sviluppo della tecnologia, fondata nel 1884, che riunisce associazioni professionali e studiosi votati al progresso dell’ingegneria. IEEE conta più di 375 mila membri e 324 sezioni in tutto il mondo. Un’occasione, quindi, per il capoluogo ligure, di diventare protagonista a livello mondiale in questo settore di ricerca dell’ingegneria che tocca trasversalmente tutta una serie di discipline a cui è applicabile: dall’elettronica alla medicina, dalla robotica all’ingegneria e alla componentistica industriale. La conferenza – promossa dal Nanotechnology Council – è uno dei più importanti focus sulle attività della nanotecnologia mondiali e intende riunire ricercatori, operatori del settore e industrie in modo da poter discutere, scambiare idee e far nascere fruttuose collaborazioni sia per la ricerca sia per lo sviluppo delle nanotecnologie nei propri vari settori di applicazione. Chairman della conferenza è la prof. Carmelina Ruggiero, del Dipartimento di Informatica, Sistematica e Telematica – DIST dell’Università di Genova. Co-chairman è il prof. Toshio Fukuda della giapponese Nagoya University.Ulteriori informazioni potranno essere reperite sul sito della Conferenza: http://www.medinfo.dist.unige.it/ieeenano2009/
Dal DIBE (Prof. Ing. M. Storace): La Conferenza Advanced Video and Signal-based Surveillance (AVSS) (www.avss09.org) si pone nello scenario internazionale da diversi anni come forum di riferimento della IEEE Computer Society e della IEEE Signal Processing Society nel campo delle applicazioni di sorveglianza multisensoriale e della sicurezza fisica. Ogni anno AVSS riunisce partecipanti provenienti dal mondo della ricerca e dell’industria insieme ad alcune tra le principali agenzie governative del settore. La Conferenza si pone dunque come punto d’incontro per studiosi e professionisti accademici e industriali (sono stati sottoposti 145 lavori da studiosi provenienti da più di 25 nazioni) che studiano le problematiche della sicurezza fisica inerenti al settore della informazione e delle telecomunicazioni (ICT) in particolare per quanto riguarda campi applicativi quali multimedia signal processing, image e video processing, audio processing, pattern recognition, data fusion e computer vision. Le ultime edizioni di AVSS si sono tenute a Sydney (2006), Londra (2007) e Santa Fè (2008).
Nel 2009 AVSS si terrà a Genova presso lo Starhotel dal 2 al 4 Settembre, grazie all’impegno organizzativo del Dipartimento di Biofisica ed Elettronica dell’Università di Genova e del gruppo di ricerca ISIP40 (www.isip40.it) coordinato dal Prof. Regazzoni, General Chairman della Conferenza. Fondamentale per l’organizzazione il coinvolgimento attivo dei giovani assegnisti, dottorandi e collaboratori del gruppo nonché della segreteria DIBE, e la collaborazione del laboratorio congiunto A2lab DIBE-Technoaware. Inoltre la conferenza conta di evidenziare e di avvalersi delle collaborazioni consolidate della Università con il territorio ligure, che vede attive su queste tematiche grandi imprese (quali Elsag Datamat, SelexCommunications) e PMI, a livello sia di singole entità sia di consorzi, come nell’ambito del Distretto Sistemi Intelligenti Integrati -Tecnologie (SIIT).
Il programma della conferenza di quest’anno prevede interventi plenari di personalità di primo piano nell’ambito della ricerca, oltre che sessioni speciali sulla "urban surveillance", sulla privacy applicata alla surveillance e sulla fusione di dati. Nell’edizione di quest’anno viene inoltre istituita una competizione internazionale per il confronto e la valutazione delle prestazioni delle diverse metodologie di inseguimento di oggetti in movimento in scenari multicamera di tipo aeroportuale (forniti da Home Office UK). La "welcome reception" si terrà il 2 Settembre presso Villa Cambiaso, cortesemente concessa dalla Presidenza della Facoltà.
Progetto EXCELL: un nuovo chip che permette di studiare l’evoluzione cellulare su scala nanometrica. (Prof. Ing. M. Storace)
Lo scorso Settembre, nell’ambito della tematica “Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie produttive” del settimo Programma Quadro dell’Unione Europea, è partito il progetto Excell: Exploring Cellular Dynamics at Nanoscale”. Il progetto, di durata triennale, coinvolge dieci partner europei, di cui otto partner accademici e due piccole-medie imprese ed ha ricevuto un finanziamento da parte dell’UE di 3.780.000 Euro. Tra i partner del progetto c’è un gruppo di ricercatori del DIBE (Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica – www.dibe.unige.it) che comprende il dott. Roberto Raiteri, del gruppo di Neuroingegneria e Bionanotecnologie (NBT group, www.bio.dibe.unige.it), insieme ai colleghi Sergio Martinoia e Davide Anguita. Il progetto comprende una serie di nuove tecnologie e metodologie per lo studio delle interazioni tra materia vivente (cellule e tessuti biologici) e strutture di dimensioni dell’ordine dei nanometri (un nanometro corrisponde ad un miliardesimo di metro, la dimensione di una piccola molecola). L’obiettivo è sviluppare un nuovo dispositivo analitico integrato su un singolo chip (il concetto di sistema analitico integrato è spesso indicato con il termine di “lab-on-a-chip”). In particolare il dispositivo che si vuole sviluppare permetterà di:
- studiare il metabolismo di singole cellule in un ambiente il più simile possibile a quello naturale (circondate cioè, in modo controllato, da altre cellule)
- seguire la dinamica e le interdipendenze dei vari processi cellulari, a partire dall’informazione contenuta a livello genetico, all’informazione sulle proteine presenti, ai metaboliti, fino alle sostanze secrete dalla cellula e usate per la comunicazione con le altre cellule limitrofe.
- testare come e quando stimoli esterni, di natura chimica, possano influenzare i meccanismi molecolari alla base del metabolismo cellulare, in modo da poter “programmare” cellule staminali per farle differenziare in maniera controllata in modo da formare un determinato tessuto, per esempio nervoso o muscolare.
Un dispositivo del genere sarà composto da un complesso sistema di microfluidica per il rilascio controllato di sostanze alle cellule in coltura e da una serie di biosensori di diverso tipo per le misure delle varie molecole di interesse (sequenze di DNA, proteine, metaboliti, molecole secrete dalla cellula). Tali sensori dovranno essere di dimensioni micro- e nano-metriche per poter essere tutti integrati per monitorare il metabolismo di singole cellule (si veda lo schema in figura).
Luglio 2009 EXCELL.doc
I risultati del progetto potranno trovare applicazioni nello studio dei meccanismi e, di conseguenza, delle possibili terapie, di malattie degenerative del sistema nervoso come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, l’epilessia, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), e di disturbi del metabolismo cellulare come il diabete e l’osteoporosi.
Il progetto è per sua natura altamente interdisciplinare e coinvolge ricercatori di discipline tradizionalmente differenti come biologi, biofisici, biotecnologi, chimici, esperti di micro-fabbricazione, esperti di scienza dei materiali e ingegneri. In particolare il ruolo dei ricercatori genovesi è nello sviluppo del sistema di acquisizione dati dai vari sensori del dispositivo e nello sviluppo di nuovi algoritmi per l’elaborazione delle misure effettuate e nuovi modelli matematici del metabolismo cellulare, in modo da poter stimare la risposta del “sistema cellula” ai vari stimoli esterni e quindi prevedere l’evoluzione in termini di differenziazione cellulare.
Per maggiori informazioni sul progetto si consulti il sito www.excell.nu
Dal DICAT (Dr.ssa Sara de Maestri) Catalogazione per la conoscenza e valorizzazione del patrimonio industriale della Liguria - Sistemi Informativi Integrati Si è recentemente conclusa la prima fase del Progetto Sistemi Informativi Integrati per la documentazione e la salvaguardia del patrimonio culturale della Regione Liguria - censimento e catalogazione di edifici, attrezzature e archivi dell’archeologia industriale in Liguria. La ricerca ha visto coinvolti il Dipartimento delle Costruzioni, dell’Ambiente e del Territorio (DICAT) - ARCH_IN Laboratorio di Archeologia Industriale della Facoltà di Ingegneria di Genova, per il censimento e la catalogazione, e Regione Liguria-Datasiel per la predisposizione del supporto informatico. Il progetto era stato promosso dal nostro Dipartimento (allora DEUIM) sulla base della convenzione, stipulata (29.05.2002) con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria e l’allora Soprintendenza Regionale (oggi Direzione Regionale per i beni Culturali della Liguria). Questa aveva portato a un primo censimento inventariale di circa duecento siti/edifici, nelle province di Genova, Savona, Imperia e La Spezia, in diversi settori industriali: da quelli tradizionali della tessitura, alla cantieristica, all’attività molitoria, all’industria meccanica pesante e leggera, alla chimica, a quella alimentare, ai cementifici, alle fornaci. L’Accordo di Programma Quadro in materia di Beni e Attività Culturali, sottoscritto da Regione Liguria1, prevede la partecipazione di diversi soggetti, tra cui le Soprintendenze (Architettonica, Storico- Artistica e Archivistica).
L’obbiettivo è la conoscenza di un primo nucleo di testimonianze del patrimonio industriale ligure, con un approccio di indagine che valorizzi il loro significato storico globale, dall’edificio ai macchinari o attrezzature di produzione, alla documentazione storica. Il nostro interesse si è incentrato, in accordo con la Regione (Assessorato alla Cultura), sui siti/edifici collegati alla portualità, in particolare di Genova e Spezia. Per quanto riguarda la realtà genovese, poiché il tema era già stato in parte trattato dall’Autorità Portuale, sono stati analizzati approfonditamente (scheda di catalogo) alcuni edifici di particolare rilievo storico- architettonico, quali le Stazioni Marittime Andrea Doria e Ponte dei Mille, il silos granario di Santa Limbania (Hennebique) e l’antico Arsenale della Repubblica (oggi Galata Museo del Mare). In territorio spezzino una prima fase della ricerca è stata dedicata all’Arsenale, con la realizzazione di schedature di approfondimento sui Bacini di carenaggio, il Ponte girevole in ferro (sul canale tra le due darsene), la Diga foranea e alcuni edifici di servizio (Officina fabbri ferrai, Congegnatori, Veleria ecc..). L’indagine si è poi estesa ad altri edifici, di proprietà della Marina ancorché esterni all’Arsenale, come la cosiddetta “Area Mardicchi”, l’antica caserma di artiglieria, dove sembra che potrebbe esser trasferito, dopo opportuna riqualificazione, il Polo Universitario di Spezia.Una sezione rilevante della ricerca è stata dedicata ai cantieri navali, alle grandi realtà di Fincantieri- Riva Trigoso e Muggiano, e a quelle di antica tradizione quali San Marco o Navalmare (sito nell’area dell’ex fonderia di Pertusola).
Sono state poi analizzate altre realtà industriali particolarmente significative per l’impatto territoriale dai cantieri aeronautici Piaggio a Finale Ligure-SV (prossimi alla dismissione), allo Stabilimento della Ceramica Vaccari con il villaggio operaio di Ponzano Magra-SP. Un’ultima sezione del progetto ha riguardato l’infrastrutturazione del territorio: la rete dell’energia elettrica. Sono state studiate significativi esempi di centrali idroelettriche, centrali e sottostazioni elettriche sulle quattro province, tra cui la Centrale ENEL di via Canevari (Genova), la Centrale idroelettrica di Airole (Imperia), la Centrale Elettrica di Migliarina, dell’architetto Oliva (Spezia). Lo studio è stato catalogato mediante il sistema “Inventario catalogo dei beni culturali di Regione Liguria”, realizzato da Datasiel. Le schede informatizzate verranno pubblicate sul portale www.culturainliguria.it 1. con il Ministero delle Finanze e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Dai Soci:
Il CTI Liguria presso la Casa Paganini ha organizzato per Giovedì 25 Giugno 2009, alle ore 17,00, un incontro su: "L'Innovazione nell'interazione uomo-macchina e nei sistemi multimediali".
Lunedì 29 Giugno 2009, alle ore 09,15 , presso Confindustria si è tenuto il convegno : "L'Impresa LIBERA dalla carta".
Martedì 30 Giugno 2009, alle ore 17,00, sempre organizzato da CTI Liguria , un interessante evento su: "La cooperazione e gli strumenti, per realizzare progetti di Ricerca ed Innovazione"
Il Propeller Club Port of Genoa ha organizzato nei mesi passati alcune interessanti riunioni, alle quali hanno partecipato anche molti studenti della Facoltà di Ingegneria. Per maggio 2009 si è parlato di : "La Cantieristica Italiana dei Super Yacht" , con relatori l'Ing. Franco TORRE dei Cantieri Perini di Viareggio ed il Dr. Roberto FRANZONI dei Cantieri San Lorenzo di Ameglia (SP). La riunione è stata brillantemente presentata dall'Ing. Lorenzo POLLICARDO. Nel mese di Giugno è stato ospite l'ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA, su: "Dal 1872 le attività dell'Istituto Idrografico della Marina, come ausilio alla sicurezza della Navigazione". Relatori i Cap. di Fregata: Paolo LUSIANI e Roberto CERVINO, con l'Ing. Valerio PAOLETTI del Rina: SLIDE IIM PROPELLER CLUB.ppt
Dal territorio e dal mondo
Senza tecnologia, la vancanza è meno bella (La Stampa.it) Viaggiatori esigenti, superaccessoriati e sempre più condizionati nella scelta della meta delle disponibilità tecnologiche presenti - Da una ricerca condotta da Nextplora per Samsung Electronics Italia su un campoine rappresentativo della popolazione italiana, emerge tutta l'importanza della tecnologia in vacanza, una vera e propria esigenza per il viaggiatore moderno. La rilevanza è testimoniata sia dalle risposte date dagli intervistati relativamente agli oggetti che acquistano e si portano da casa, sia da quelli che pretendono ormai di avere negli alberghi o nelle strutture in cui passeranno le vacanze. Se il cellulare prevedibilmente diventa il modo per organizzare il tempo libero e restare comunque in contatto con i propri cari, la macchina fotografica digitale e le videocamera diventano uno strumento primario per poi ricordare e testimoniare i propri viaggi. In hotel, irrinunciabile ormai una tv a schermo piatto e molti vorrebbero trovarci anche una lavatrice!!! Contrariamente a quanto si possa pensare, i principale fruitori sembrano essere i 45-55enni, che la considerano un confort, allo stesso tempo utile e necessario per risolvere ogni tipo di mergenza. Per i giovani dai 18 ai 24 anni, la tecnologia riveste un ruolo molto importante per passare il tempo e rappresenta anche uno strumento per documentarsi, raccontando a chi rimane a casa le proprie avventure in giro per il mondo. Crescendo con l'età, aumenta il desiderio di fuga e la tecnologia diviene principalmente un mezzo per rimanere in contatto con i propri affetti, ma non con il lavoro o la quotidianità. A seconda delle proprie esigenze, è molto vasta la possibilità di scelta tra i gadget tecnologici di ultima generazione che riuniscono più funzioni in un unico prodotto. La macchina fotografica, spesso anche videocamera, si conferma l'oggetto più amato, indispensabile per ricordare con video e foto i propri viaggi una volta tornati a casa, ma anche per condividerle con i propri amici attraverso i social-network. E non si può partire senza armati di lettore mp3, per rilassarsi ascoltando la propria musica preferita o combattere venetuali momenti di noia, o dell'indispensabile notebook, fondamentale per i più esigenti che desiderano essere costantemente aggiornati sull'attualità e presenti sul web per raccontare in diretta le proprie vacanze. Stupisce, invece il 20% di persone che, a quanto emerge dalla ricerca, non portano con sè il cellulare, per isolarsi da tutto e tutti. Alle strutture alberghiere non resta che adeguarsi. Se non c'è wireless e la tv non è al plasma, potrebbero rischiare di ritrovarsi le camere sempre più vuote, poichè la dotazione tecnologica è sempre più una variabile decisiva nella scelta della struttura in cui passare le proprie vacanze. Tv, accesso WiFi e almeno una postazione per il computer sono le richieste più frequenti.
Il Bug: Non è raro trovarsi davanti ad un bug navigando on-line o soprattutto videogiocando. Tutti comunemente davanti ad errori e situazioni anomale nell'informatica usano questo termine:è un bug! Ma pochi si fermano a pensare sul suo significato. Bug in inglese significa insetto e cosa c'entra un insetto con il PC? Un bug informatico è un errore nel software o talvolta, situazioni non calcolate dal programmatore. Per gli appassionati di videogame queste situazioni non sono nuove, spesso ci si ritrova a poter oltrepassare i muri con il personaggio o nei giochi di calcio spesso la palla attraversa la rete. L'uso del termine bug, nel campo informatico è legato ad un curioso aneddoto risalente ai tempi pionieristici dell'informatica: il 9 Settembre 1947 il tenente Hopper ed il suo gruppo stavano cercando la causa del malfunzionamento di un computer MARK II quando, con stupore, si accorsero che una falena si era incastrata tra i circuiti. Dopo aver rimosso l'insetto il tenente incollò la falena sul registro del computer e annotò: " ...First actual case of bug being found".
Pillole di storia
PIERO OTTONE, il Comandante in redazione Dal giornalista Decio Lucano : All’inizio del 1970 cominciai a collaborare con Il Secolo XIX chiamato dall’allora Capo servizio marittimo . Ero lusingato, anche se avevo un debito di riconoscenza e di affetto con Il Lavoro. Mi chiesero di fare degli articoli sulle insegne delle ciminiere delle navi, sulla figura del comandante, sulle tecnologie avanzate a bordo e sulla sicurezza in mare. Diventai di casa in quella redazione ( anche se avevo già frequentato il mitico Venzano in Piazza De Ferrari ( aveva fondato un suo giornale che si chiamava L’Emigrante collettore di pubblicità delle compagnie aeree ) e la mia firma acquistò ovviamente una maggiore diffusione rispetto al Lavoro.
Allora Il Secolo XIX vendeva quasi 200.000 copie, apparteneva ai Perrone con Il Messaggero di Roma. Il giornale era strutturato con la solita gerarchia diviso in cronaca , interni, esteri, terza pagina, rosa, giudiziaria, c’erano i capiredattori, i vice, il capocronista tutti in ampi locali .A una certa ora si era assordati dal ticchettio di macchine da scrivere ( la tipografia era al piano terra ). Capocronista era il conte Nanni Spetia, le pagine culturali avevano collaboratori di prestigio ( scrittori italiani e stranieri, ricordo Irvin Shaw ) , c’erano inviati speciali come Massimo Zamorani che andava spesso per il mondo pilotando un aereo. A me che venivo dal mare mi ricordava l’atmosfera delle navi , una nave abbastanza grande, mista passeggeri e merci, si caricavano rotoli di carta e si scaricavano pile di giornali dalle stive e in mezzo a questo lavoro il cervello e il lavoro dei redattori e degli impaginatori ( i grafici che col bilancino trovavano l’equilibrio tra colonne di righe e spazi pubblicitari). Tutto funzionava come a bordo e gli stewards erano raggruppati nella segreteria di redazione vero motore di collegamento tra i vari servizi e il direttore. Già, il Direttore , il comandante , in fondo verso la prua, nel suo ufficio a vetri, ( il Direttore di Macchina era nella sala delle rotative ), ma quando cominciai a collaborare la carica era vacante, lo sostituiva uno dei primi ufficiali, anche se il giornale navigava lo stesso. I direttori, come avviene oggi, venivano da fuori, da quel parco “ aspiranti direttori “ che aspettano pazienti che prima o poi qualche editore li promuova alla responsabilità del ponte di comando.
Ho conosciuto un direttore di grandi giornali che al Secolo vedevo sempre al tavolino di un piccolo ufficio a scrivere o leggere che aspettava come nel Deserto dei Tartari il suo turno, e io ingenuo mi domandavo,mentre mi accoglieva l’usciere con molta affabilità affidandomi una delle sue filastrocche, che cosa facesse li tutto il giorno e per tanto tempo. E il direttore arrivò, si chiamava Piero Ottone, un nome importante. Corrispondente dall’estero del Corriere della Sera , Ottone era un bel biglietto da visita per un giornale locale seppure antico e con precedenti nomi illustri alla direzione. Ho avuto subito , venendo dalla gerarchia di bordo , il sentore di trovarmi di fronte a un uomo avvezzo a schivare siluri e lobbies, ma anche decisionista , pronto a dare l’ordine di barra tutto alla banda o macchine avanti tutta e l’ordine non si discuteva. Appeal british , amante della vela, skipper di altura, il fare apparentemente distaccato ci siamo incontrati nel suo ufficio quando ho avuto per le mani alcuni argomenti interessanti e purtroppo di attualità ( affondamenti di navi italiane, unità scomparse, “ missing ). Ottone leggeva il mio articolo , annuiva, chiamava il caporedattore, diceva : “ va in prima pagina, questo va in terza pagina”, quello rimaneva sbigottito , probabilmente pensava : “ come può firmare in prima pagina o in terza uno che non appartiene alla redazione, che fa anche il commento, un collaboratore esterno seppure pubblicista, pensava, ma non discuteva l’ordine ricevuto il bravo caporedattore. Il direttore Ottone pesava il contenuto dell’articolo e lo collocava , senza sottostare agli equilibri gerarchici della redazione, secondo l’importanza nella pagine di solito riservate alle firme consolidate. Cosa volete che vi dica, a me piaceva quella direzione da capitano di nave, sarà stata anche la sua passione per il mare a farci entrare in sintonia. Ottone rimase neppure due anni al Secolo, ci fu un interregno e vennero altri direttori e, tra anni di piombo e gerarchie burocratizzate, la redazione marittima ( Il Secolo XIX era l’unico giornale in Italia ad avere la pagina dedicata ai problemi del mare ed era letto la mattina a Roma, Napoli, Trieste e altre città ) collocata in redazione non certo in posizione centrale ( intanto assumeva importanza l’economico ) fu difesa da un giornalista di indiscussa personalità , un segugio competente e a conoscenza di tutti i fatti e i personaggi nel mondo dello shipping , Benito Bragone. Sono passati parecchi anni, ho rivisto qualche volta Piero Ottone , che non ha mai smesso di fare lo skipper di unità a vela, e mi piace ricordarlo come “il Comandante “ in redazione, al Secolo XIX.
Diceva Einstein: "Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi"
hanno collaborato: Sara De Maestri, Gf. Coletti, D. Lucano, G. Lo Nostro, M. Maresca, G. Molinari, M. Storace, Marina Tevini
Inserito da Asingenova |
lunedì 29 giugno 2009