Dicembre 2009, Newsletter n. 10
Applicazioni avanzate della superconduttività, sistema MOSE di Venezia
Cosa abbiamo fatto:
La Presidente GIRDINIO ha illustrato, durante il Consiglio Direttivo, riunitosi giorni fa in Facoltà, le attività svolte nell’anno 2009 evidenziando, in particolare, tutte le iniziative dedicate ad illustrare le caratteristiche e le potenzialità culturali e professionali della facoltà presso i licei e le altre scuole secondarie liguri (una serie di incontri con i presidi e con i ragazzi degli ultimi due anni, visite guidate alla centrale ENEL, al Porto di Genova, a Palazzo San Giorgio, partecipazione e supporto operativo all’iniziativa di definizione delle scuole che hanno fornito i migliori studenti alla facoltà) che hanno richiesto all’Associazione un significativo impegno, ed hanno costituito uno dei punti focali dell’attività dell’anno.
Il prossimo Gennaio si terrà l'Assemblea dei Soci per definire al meglio le attività future, anche in occasione del 140° anno di fondazione della Facoltà
Cosa faremo
Il Vice Presidente Giorgio MOLINARI ha presentato nel Consiglio Direttivo un programma di Seminari/Tavole Rotonde per l'anno 2010:
Seminario su "Applicazioni avanzate della Superconduttività" con il Prof. Lorenzo MATTERA ed il Consigliere Ing. Adamo LAURENTI (AGS) per Gennaio 2010
Seminario sul "Sistema MOSE di Venezia " con il Prof. Stefano BRIZZOLARA e con il Socio Fondatore Propeller Club Port of Genoa, per Febbraio 2010
Seminario su "Life Cycle Assessment ed i suoi risvolti operativi" con il Dipartimento DICHEP (Prof. Adriana DEL BORGHI) e RINA, per il Marzo 2010
Seminario su "Applicazioni navali della Computational Fluid Dynamics" con il Prof. Stefano BRIZZOLARA, iniziativa congiunta con il Propeller Club Port of Genoa, con simulazioni animate e applicazione a scafi della Coppa America, per fine Marzo/Aprile 2010
Seminario su "Smart Grids per sistemi elettrici" (organizzato da AEIT, sez. Ligure) con il Prof. Stefano MASSUCCO, evento incentrato su sviluppi e prospettive del settore, con interventi di ricercatori del DIE e di aziende industriali quali ABB, ENEL e SIEMES - per Maggio 2010
Seminario su "Mobilità in ambito urbano" con il Prof. Riccardo BOZZO - periodo Giugno 2010
Seminario su "Celle a combustibile" con la Prof. Loredana MAGISTRI e contributi ricercatori del DIMSET, DICHEP e DICAT, nonchè Rolls Royce e Ansaldo Fuel Cells come parte industriale - periodo Luglio 2010
Dalla Scuola d’Ingegneria
Dal Prof. Marco Storace, Dipartimento di Biofisica ed Elettronica (DIBE): Il giorno 23 novembre 2009, in occasione dell’inaugurazione dell’allestimento tecnologico dell’Aula Magna di Ingegneria, si è svolto un workshop sulla collaborazione tra industria e università in cui sono stati presentati i quattro Laboratori tecnologici congiunti attivati tra Datasiel, DIBE (Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica) e DIST (Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica). Per l’occasione sono stati predisposti poster per illustrare le collaborazioni in atto o già concluse tra i citati Dipartimenti, correlati alla Facoltà di Ingegneria, e Datasiel. Le attività in corso sono state presentate dai ricercatori responsabili dei progetti nel corso della tavola rotonda “I laboratori congiunti tra Datasiel, DIBE e DIST: opportunità per il mondo delle imprese”. La registrazione degli interventi è disponibile all’indirizzo: http://www.primocanale.it/speciali.php?id=20091123convegnounige . In particolare l’attività del DIBE, articolata in progetti di ricerca di base e di ricerca applicata, rientra nell’accordo quadro sottoscritto da DATASIEL, DIBE e DIST a fine 2008 inizio 2009. A tale proposito può essere opportuno ricordare che scopo dell’accordo è “lo svolgimento congiunto e sinergico di attività di ricerca di base di comune interesse e di ricerche applicate nei settori dell’informatica, la gestione e la valorizzazione delle tecnologie e delle conoscenze acquisite nonché ogni altra attività che, conformemente all’oggetto e allo scopo sociale delle Parti, possa creare know-how al loro interno e per l’intero contesto territoriale”. Su questa base si sta quindi svolgendo l’attivtà di ricerca. I progetti sottoscritti dal DIBE, ormai quasi conclusi, sono centrati sulle seguenti tematiche:
- Metriche per l’analisi e la valutazione della qualità di sistemi software di elevata complessità.
Oggetto dell’attività sono sistemi software di elevata complessità costituiti da parti:
- nuove, sviluppate con metodologie agili e ambienti di sviluppo Object Oriented
- più datate di varia provenienza e non classificabili come Object Oriented.
Azioni intraprese su sistemi Web based:
· misurazione della complessità e dell'effort nello sviluppo di numerosi sistemi software già sviluppati da Datasiel;
· valutazione dell'efficacia del metodo Web Objects, integrazione dei Function Points;
· variazioni al metodo Web Objects per adattarsi alle tipologie e problematiche dei sistemi sviluppati da Datasiel;
· applicazione dei metodi nelle valutazione di progetti software in corso o in fase di definizione.
- Tecnologie e applicazioni dei sistemi basati su RFID (Radio Frequency IDentification) e Wireless Sensor Networks”.
Articolazione delle attività:
· Ricerca di Base: “Analisi, individuazione e definizione di soluzioni basate su tecnologia RFID e Wireless Sensor Networks ”
· Ricerca applicata: “Sviluppo di Laboratorio per la realizzazione e la sperimentazione/testing di apparati e sistemi basati sulle tecnologie RFID e Wireless Sensor Networks in scenari applicativi diversificati”
Dalla Prof. Arch. Sara De Maestri, Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dell'Ambiente e del Territorio (DICAT)
Seminario: Il programma di valorizzazione delle aree militari in Liguria: un’ occasione di crescita sul territorio e di opportunità occupazionali
Il 26 ottobre 2009 nel Salone del Piano Nobile di Villa Giustiniani Cambiaso si è tenuto il seminario: Il programma di valorizzazione delle aree militari in Liguria (PUV): un’ occasione di crescita sul territorio e di opportunità occupazionali, organizzato dal Corso di Studi Edile-Architettura, da ARCH_IN Laboratorio di Archeologia Industriale del DICAT e dall’ASING – Associazione Amici della Scuola di Ingegneria di Genova.
Premessa Il Ministero della Difesa, con l’abolizione dell’obbligatorietà del servizio militare e la conseguente riduzione dell’organico, ha messo in vendita molte delle più importanti proprietà: ex caserme, forti, poligoni di tiro, arsenali e altri beni militari situati lungo l'intera penisola. Col Progetto Valore Paese circa un migliaio di proprietà del Ministero della Difesa, non più utilizzate a fini militari, saranno trasferite in gestione all’Agenzia del Demanio per perseguirne la valorizzazione e riqualificazione. Questi beni, ex caserme, forti, poligoni di tiro, arsenali e altri beni militari situati lungo l'intera penisola, siti per la maggior parte in posizioni strategiche, e quindi molto interessanti anche per il mercato immobiliare, verranno progressivamente alienati a partire dal febbraio 2008. L’operazione è stata resa possibile con l’introduzione, nella Finanziaria 2007, dei Programmi unitari di valorizzazione (PUV), e della concessione di valorizzazione di durata fino a 50 anni. Nelle intenzioni del Governo, l’obiettivo del progetto Valore Paese, che vede la cooperazione tra l’Agenzia del Demanio, Enti locali e soggetti privati, è reinserire nel contesto urbano e sociale di riferimento immobili di pregio, che potranno nuovamente essere utilizzati anche per i fabbisogni della collettività. E’ quindi necessario che al piano di governance aderiscano, oltre agli enti territoriali e ai privati interessati all’operazione, anche operatori in grado di valutare la qualità culturale, storica, architettonica, paesaggistica, dei siti che dovranno esser oggetto di valorizzazione e riqualificazione. La Regione Liguria è stata tra le prime a sottoscrivere il protocollo, finalizzato all’attuazione del Puv (Piano unitario valorizzazione); tra i primi beni che sono stati trasferiti all’Agenzia del Demanio vi sono: le ex caserme Crespi a Savona, Gavoglio a Genova, Turinetto ad Albenga e Camandone a Diano Castello (IM), gli ex forti Castellaccio a Genova, Pianelloni a Lerici (SP). Proprio per conoscere la realtà architettonica, urbana e territoriale di questi siti abbiamo avviato negli ultimi anni, all’interno del nostro Laboratorio di Archeologia Industriale dell’Università di Genova (ARCH_IN), un progetto di ricerca sulle aree militari dismesse, per promuovere proposte di restauro, recupero e/o riuso all’interno di un processo di riqualificazione urbana e territoriale.
Il seminario Il tema del seminario è stato incentrato sul Programma di valorizzazione delle aree militari in Liguria, oggetto di uno studio di fattibilità realizzato a seguito del bando di gara emanato dell’Agenzia del Demanio “per l’affidamento del servizio concernente l’elaborazione di uno studio di fattibilità e la relativa assistenza tecnica in merito all’attuazione del Programma Unitario di Valorizzazione di immobili pubblici siti nella regione Liguria (PUV-LIG)”; aggiudicato in data 27.12.2007 dal R.T.I.- Atti Scenari Immobiliari S.r.l. costituito dagli Studi Viziano, Leone-Torrani e Associati e da Words S.r.l.
Dopo i saluti della Facoltà e dell’Asing sono intervenuti alcuni rappresentanti del Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) incaricato dal Demanio per lo studio di fattibilità per l’attuazione del Programma Unitario di Valorizzazione.
Davide Viziano – Studio Viziano- ha descritto il lavoro fatto dallo Studio Viziano in concerto con amministrazioni pubbliche, avvocati, architetti, developers, economisti, ingegneri, analisti, esperti di comunicazioni e di mercato edilizio, sottolineando l’importanza della modalità innovativa rappresentata dal PUV: la pianificazione, la programmazione e l’attuazione di attività coordinate fra i vari attori, Stato, Agenzia del Demanio e Regione Liguria e la loro comunicazione.
Gianni Gaggero - Regione Liguria- ha descritto il processo di formazione dei PUV e una veloce panoramica dei 34 beni che sono stati compresi nella prima tanche. Ha inoltre evidenziato interdisciplinarietà dei soggetti coinvolti e la positività dei rapporti instaurati fra le amministrazioni regionale, provinciali (4 province) e comunali (18 comuni) e i professionisti che hanno preso parte alla stesura, confronto tra i vari livelli amministrativi e sinergia tra pubblico e privato
Sara Di Paolo – Comunicazione- ha sottolineato l’importanza di comunicare al pubblico gli elementi alla base del lavoro effettuato all’interno del PUV Liguria: lo ‘spazio di manovra’ (coinvolgimento pubblico/privato, percorso condiviso, visione d’insieme, maggiore flessibilità nelle procedure, ecc..), la dimensione eccezionale di 1.300.000 mq a disposizione, l’individuazione di destinazioni attente alle nuove esigenze (parchi urbani, residenze convenzionate, aree sportive, aree benessere, ricettivo di qualità, distretti produttivi, etc.), il livello elevato di attenzione e di partecipazione delle amministrazioni locali.
Ernesto Trotta – Analista di Scenari Immobiliari- ha descritto in particolare lo studio economico e le valutazioni di fattibilità che sono state effettuate nella compilazione del PUV, sottolineando l’importanza del mercato edilizio e del riuso di siti dismessi a seconda delle necessità delle zone coinvolte.
A chiusura dell’incontro Marco Mantovani ha illustrato il progetto di riqualificazione e riuso dell’ex Caserma Piave di Alberga, che è stato recentemente oggetto della sua tesi di laurea, nel corso di Ingegneria Edile- Architettura, di cui sono stata relatrice con i correlatori Ing. Davide Viziano e Arch. Laura Ballestrazzi (Studio Viziano). Il progetto propone una trasformazione complessiva dell’area (di circa 88.000 mq), che restituisca alla città l’intero quartiere occupato dalla caserma.
Come emerso dal lavoro condotto da R.T.I.- Atti Scenari Immobiliari S.r.l., l’area risulta compatibile con le funzioni ricettiva, residenziale e, in minor misura, di terziario. La presenza del poligono di tiro, che non viene momentaneamente dismesso, ha suggerito una progettazione in tre fasi, corrispondenti alle tre differenti aree nel lotto: nella prima area, dove insistono gli edifici dichiarati di interesse dalla Soprintendenza, è stata prevista una funzione essenzialmente ricettiva- residenziale con la riqualificazione e reintegrazione degli immobili esistenti; nella seconda, dove non vi sono emergenze architettoniche, il progetto propone la totale riqualificazione dell’area a uso residenze e sportivo; nella terza, dove insiste tutt’ora il poligono di tiro, è prevista nel medio- lungo termine una riconversione ad uso commerciale.
Dal Prof. Enrico MERELLO (DICAT)ed Ing. Marco RAGGIO (DIBE) : Il nuovo allestimento Hi-Tech dell'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria
Il giorno 23 novembre, è stato inaugurato il nuovo allestimento tecnologico dell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria di Genova in via all’Opra Pia 15°, ultimo significativo esempio della proficua collaborazione tra l’Ateneo genovese, la facoltà di Ingegneria e Datasiel S.pA., l’azienda informatica della Regione Liguria.
L’Aula Magna e il contesto architettonico dei Padiglioni di via Opera Pia
L’autore e il progetto architettonico
L’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria, oggetto dei recenti lavori di restauro e adeguamento tecnologico, è parte di un complesso architettonico risalente agli anni 1958-‘60 realizzato sotto la Presidenza del Prof. Agostino Capocaccia. Autore del progetto è l’ingegnere Riccardo De Maestri, laureatosi in ingegneria civile nel 1944 a Genova dove operò con continuità sia come professionista che come docente universitario dell’ateneo genovese. Dal 1947 al 1963 è assistente presso la cattedra di architettura e composizione architettonica tenuta dal prof. Luigi Carlo Daneri all’interno del corso di laurea di ingegneria edile; dal 1963 al 1971 è professore incaricato di disegno presso la facoltà di ingegneria; in ultimo dal 1972 fino al pensionamento è professore incaricato di tecnica delle costruzioni alla facoltà di architettura. Nel 1970 consegue la libera docenza in disegno.
In ambito scientifico è autore di numerose ricerche storiche strettamente connesse all’indagine sulle patologie strutturali, sulle problematiche strutturali, e sulla scienza delle costruzioni. A tal riguardo si ricorda in particolare la memoria scritta con il prof. Riccardo Baldacci sulla cupola della basilica di Galeazzo Alessi in Carignano a Genova. Tra i molti lavori professionali inerenti il restauro e il recupero architettonico ricordiamo palazzo Spinola in piazza Pellicceria, Palazzo Imperiale in Campetto, numerosi interventi su strutture medioevali genovesi e il restauro statico della cattedrale di Alberga.
Per quanto concerne invece la progettazione di nuove opere, oltre ai padiglioni di ingegneria in via all’Opera Pia, vanno ricordati la casa dello studente in via Asiago e il complesso scolastico in via Cavallotti sempre a Genova. Anche in queste opere, come in tutta la sua produzione, si riconoscono affinità di pensiero e analogie compositive con l’Architettura Razionalista e più in generale con il Movimento Moderno ai quali l’autore aveva aderito con convinzione fin dalla prima formazione e nel proseguo dell’attività professionale attraverso l’incontro con l’architetto L.C.Daneri
Tutto ciò fa comprendere come l’opera in questione sia stilisticamente coerente con i principi fondanti del razionalismo che, come si sa, avevano come obiettivo primario il miglioramento del concetto di utilità di ogni forma architettonica realizzata, privilegiavano essenzialmente l’aspetto funzionale a quello formale, il corretto utilizzo dei materiali e in modo particolare l’eleganza del sistema costruttivo utilizzato.
Il progetto per l’adeguamento tecnologico dell’Aula Magna
Il complesso architettonico di via all’Opera Pia, costituito da due corpi di fabbrica, è un chiaro esempio di integrazione tra forma, funzione, statica, tecnologia e costruzione. Dagli anni della sua realizzazione ad oggi non è stato oggetto di modifiche e trasformazioni significative per cui anche l’Aula Magna, ad eccezione di alcuni modesti interventi manutentivi quali ad esempio la sostituzione della originale pavimentazione in linoleum marmorizzato e parte dell’illuminazione a soffitto, ha conservato nel tempo l’integrità formale e funzionale che da sempre l’hanno contraddistinta.
Gli aspetti salienti dell’aula magna all’interno del padiglionie B, prescindendo dallo stato di vetustà in cui recentemente si è venuta a trovare, sono sempre stati la sua posizione baricentrica, la spiccata visibilità nel contesto dell’atrio-ingresso del corpo B, la grande dimensione spaziale e la sua connotazione storica. L’insieme degli interventi realizzati, hanno restituito a questo importante spazio lo status di aula principale di facoltà rendendo così possibili, nel prossimo futuro, eventi esterni e di rappresentanza, iniziative culturali di relazione e confronto con il mondo esterno, oltre che rendere più funzionali le molteplici esigenze didattiche di base alle quali da sempre è stato preposto. Per questo si è resa necessaria una implementazione tecnologica a largo spettro per rendere possibile la realizzazione di funzioni di base quali videoconferenza e teledidattica oltrechè la creazione di sistemi e automatismi necessari e funzionali alla nuova configurazione dell’aula . I lavori realizzati sono stati in parte di natura edilizia, peraltro necessari per supportare l’adeguamento tecnologico previsto, e in parte di natura impiantistica. Relativamente ai primi l’intento comune è stato quello di procedere, per quanto possibile, nel rispetto delle parti originali e dei materiali presenti ancora godibili sia sotto il profilo formale che del rigore stilistico. Tra i molti lavori eseguiti, i più significativi sono stati la costruzione della nuova controsoffittatura dotata di sistema illuminotecnico puntiforme e la trasformazione del tavolo degli oratori che è stato oggetto di interventi complessi e invasivi. In entrambi i casi si è proceduto con particolare cura del dettaglio e sempre nel rispetto delle presistenze.
Gli interventi informatici ed elettronici
Il gesso e dalla lavagna sono tutt’oggi i grandi protagonisti della didattica frontale di aula, tuttavia non e’ piu’ possibile prescindere dall’utilizzo di strumenti multimediali e specialmente dalla connettività di rete; quest’ultima puo’ essere necessaria per collaborare in tempo reale con siti remoti o, piu’ semplicemente, per utilizzare in aula informazioni disponibili remotamente. L’obiettivo era quindi di rendere disponibili questi servizi con il minimo impatto visivo, preservando lo stile dell’aula. La realizzazione e’ stata preceduta da uno studio di un gruppo di lavoro che ha ricercato le soluzioni piu’ adatte all’inserimento in aula dell’elettronica e i cablaggi necessari. Le difficoltà principali sono state relative all’alloggiamento dei componenti e alle distanze da coprire tra sorgenti ed utilizzatori, infatti i cablaggi sono stati distribuiti su tutta la sala attraverso nuove canalizzazioni, mentre le componenti elettroniche ed informatiche necessarie sono state inserite principalmente all’interno della cattedra e nel podio. In particolare sono stati realizzati:
- un cablaggio di rete strutturato per la connettivita’ di rete fissa, con nuove linee e appararti di rete a velocita’ Gigabit, sono stati realizzati vari punti rete sulla cattedra e sul podio. E’ stata realizzata anche la possibilita’ di effettuare connessioni di tipo wireless attraverso Punti di Accesso (Access Point), con trasmissione criptata dei dati e controllo/autenticazione degli accessi. La connettivita’ wireless e’ particolarmente utile per poter ospitare eventi come conferenze e workshop e per gli studenti, ma deve ovviamente poter essere controllabile in situazioni diverse, ad esempio durante esami.
- La presentazione video al pubblico avviene attraverso video proiettori e schermi mobili con movimento controllabile remotamente. Data l’estensione della sala sono stati inseriti due proiettori di adeguata potenza, in modo che anche dalle sedute piu’ lontane dalla cattedra sia possibile una buona visione. La visione della stessa lavagna potrebbe essere ripresa in dettaglio e riprodotta sullo schermo secondario.
- L’impianto di acquisizione ed amplificazione audio praticamente inesistente e’ stato completamente sostituito, inclusi vari radiomicrofoni.
A questo punto della realizzazione non avremmo ancora realmente ‘messo in rete’ l’aula, con la possibilita’ di condividere contenuti anche in tempo reale, e’ stato quindi integrato un
- sistema per videoconferenza multistandard (H.323/H.320/SIP) e relative telecamere brandeggiabili per comunicazione bidirezionale in tempo reale con siti remoti. Una particolarita’ del sistema e’ la capacita’ di supportare anche conferenze multi punto tra piu terminali per videoconferenza (MCU) e di interfacciare reti di trasmissione a commutazione di pacchetto (IP) e circuito (ISDN). Il primo tipo e’ ideale per conferenze con molti partecipanti a medie distanze, il secondo per grandi distanze e minor numero di partecipanti.
- Accade talvolta di voler memorizzare un evento e/o di renderlo fruibile in rete, e’ stato quindi inserito il software necessario alla videoregistrazione di eventi e la loro distribuzione via rete su un PC server locale.
L’aula dispone di ampie vetrate quindi, al variare dell’illuminazione esterna e della situazione, puo’ essere necessario comandare tapparelle ed illuminazione artificiale; per effettuare facilmente queste operazioni sono stati utilizzati dei servomeccanismi comandati da una centralina domotica. Le interfacce di comando dei vari attuatori sono stati inseriti su bus RS485; i dispositivi sono quindi indirizzabili come dispositivi in rete e comandabili da vari punti della cattedra e della sala, attraverso comuni pulsanti a rele’. Parte degli apparati elettronici sono alloggiati nel podio (visibile nell’immagine); La regolazione manuale di ogni singolo cursore o interruttore, o il puntamento della telecamera brandeggiabile non sarebbe pratica, neppure attraverso i vari telecomandi ad infrarossi. Si e’ quindi pensato di unificare il controllo delle componenti elettriche-meccaniche e multimediali attraverso una semplice intefaccia utente (in parte rappresentata nell’immagine seguente). Questa interfaccia consente di configurare e pre-programmare l’aula per varie situazioni operative, ad esempio videoconferenza o lezione frontale alla lavagna. Per utilizzare questa interfaccia di comando non e’ comunque necessario operare sul touchscreen della cattedra (potrebbe non essere pratico ad esempio durante un evento) ma, risiedendo su un computer in rete, consente anche ad un operatore remoto di effettuare una semplice ‘regia’ da una postazione remota. La durata complessiva dei lavori è stata di circa un anno, dal marzo 2008 al gennaio 2009, sei mesi per la definizione del progetto e quattro mesi per la sua realizzazione. A conclusione del lavoro svolto, possiamo affermare che la riuscita del progetto, reso possibile grazie alla collaborazione di Datasiel con la facoltà di ingegneria, evidenzia in che misura le sinergie fra industria e università siano strumento fondamentale per lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e quindi di grande stimolo per la ricerca e l’innovazione.
Dai Soci:
Dal CTI LIguria (Aldo Lojaconi): E' stato attivato su LinkedIn il gruppo di discussione "CTI Liguria 4room" . Per registrarsi basta recarsi all'indirizzo: www.linkedin.com e fornire le poche informazioni richieste. Una volta autenticati, bisogna selezionare la voce "Search Groups" e usare la chiave di ricerca "CTILiguria4room" e cliccare su "Join this group".
Dal territorio e dal mondo
I Dipartimenti della Facoltà di Ingegneria: sono strutture organizzative autonome di uno o più settori scientifici, omogenei per fini o per metodo, per lo sviluppo della ricerca e lo svolgimento delle attività e della didattica.
DIST Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica - DIBE Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica - DICHEP Dipartimento di Ingegneria Chimica e di Processo "GB Bonino" - DIE Dipartimento di Ingegneria Elettrica - DINAV Dipartimento di Ingegneria Navale e Tecnologie Marine - DIPTEM Dipartimento di Ingegneria della Produzione, Termoenergetica e Modelli Matematici - DIMSET Dipartimento di Macchine,m Sistemi Energetici e Trasporti - DIMEC Dipartimento di Meccanica e Costruzione delle Macchine - DICAT Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dell'Ambiente e del Territorio

hanno collaborato: Paola Girdinio, Giorgio Molinari, Marco Storace, Enrico Merello, Marco Raggio, Sara De Maestri, Marina Tevini
Inserito da Asingenova |
venerdì 11 dicembre 2009