Marzo 2008, Newsletter n° 1
Il politecnico della Liguria: un'opportunità per il territorio
Cosa abbiamo fatto
Cosa faremo
Dalla Scuola di Ingegneria
Dai Soci
Dal territorio e dal mondo
Pillole di storia
Cosa abbiamo fatto
I Soci sono stati invitati a partecipare alla serata conviviale organizzata dal Propeller Club Port of Genoa il 15 Gennaio u.s., al Ristorante La Marina (Fiera di Genova) , sul tema: “Porti, Trasporti e Logistica , tutto si muove nel Mediterraneo tranne che da noi”. Relatore l’Ing. Giuliano Alberghini, da sempre uomo di Shipping ed ora consulente di importanti gruppi nazionali ed internazionali. Presenti oltre 80 persone, tra cui i giovani studenti e neolaureati di ASINGenova, estremamente interessati all’argomento trattato dal relatore in maniera efficiente e dagli innumerevoli interventi dei presenti.
In data 31 Gennaio u.s. si è tenuta l’Assemblea Generale presso la Facoltà di Ingegneria, alla quale hanno partecipato una trentina di Soci. Dopo un’interessantissima visita alla nuova Galleria del Vento, in via di completamento presso la Facoltà ed una precisa relazione del Prof. Ing. Giovanni SOLARI (DICAT) ed un piacevole coffee-break, si è svolta l’Assemblea con interventi di tutti i presenti sulle varie iniziative da portare avanti e con l’approvazione del rendiconto consuntivo 2007 e di quello preventivo del 2008.
Cosa faremo
Sono previsti appuntamenti culturali periodici e visite guidate al porto di Genova ed unità industriali, oltre alla presentazione pubblica di alcuni Dipartimenti operanti nella scuola di Ingegneria:
Marzo 2008 con il Prof. Ing. Marco Colombini (Dipartimento Ingegneria delle Costruzioni, dell’Ambiente e del Territorio) si prevede la presentazione, aperta alla città, del suo dipartimento;
Aprile 2008 un incontro culturale con la Prof. Ing. Paola Girdinio per illustrare il Distretto Scientifico;
Visite guidate: nei prossimi mese prevediamo una visita guidata la porto di Genova ed una alla Fondazione Ansaldo
Dalla Scuola d’Ingegneria
IL POLITECNICO DELLA LIGURIA: UNA OPPORTUNITÀ PER I TERRITORI (relazione tenuta dal Preside Prof. Ing. Gianni Vernazza al Rotary Club di Genova):
Un ampliamento della rete di Politecnici, può fornire una più forte immagine tecnologica del sistema Paese e al tempo stesso favorire e sensibilizzare il mondo della ricerca verso le pressanti esigenze applicative, sviluppando così opportunità di trasferimento tecnologico.
Si dovrebbe perciò consentire la creazione di alcune nuove realtà “Politecniche" a livello nazionale (3:5) con specifiche peculiarità e forte sinergia con il mondo industriale.
E’ opinione largamente condivisa da istituzioni pubbliche e private Liguri che nella nostra regione esistano specificità che giustificano la costituzione di un Politecnico:
a) la storia e la tradizione industriale
b) l'insediamento dell'IIT
c) la recente costituzione del distretto tecnologico dei sistemi intelligenti integrati
d) l'avvio di un distretto "sulle tecnologie del mare" a La Spezia
e) gli investimenti sul Polo didattico di Savona
f) l'alta qualità della Scuola di Ingegneria (v. classifiche varie)
g) il trasferimento prossimo della Facoltà di Ingegneria agli Erzelli
h) una maggiore visibilità e operatività della Facoltà
i) una più stretta interazione con il territorio e gli enti che vi operano
E' evidente che questa iniziativa non deve però avere connotazioni solo locali: lo sviluppo deve favorire e consolidare lo sviluppo tecnologico dell'intero Nord-Ovest, tramite una rete con i Politecnici esistenti, le industrie del triangolo industriale e le vicine realtà francesi (Sophie Antipolis - Grenoble).
Si potranno così affrontare temi di ricerca di ampie dimensioni sviluppando complementarietà e sinergie in un rapporto più stretto e diretto con il territorio e le imprese, tramite una massa critica adeguata.
La Liguria è probabilmente una delle poche regioni con una sola realtà Universitaria, la nascita di un Politecnico non vuole essere un moto "separatista", o solo un mezzo per certe autonomie, ma la necessità per valorizzare prospettive strategiche, con una più diretta ed agile interazione con il territorio in stretta collaborazione con l'Università. Si ricorda che già nel 1912 si parlava di Politecnico nell'ambito della allora "Regia Scuola Superiore di Ingegneria Navale", ma oggi più che mai la costituzione di un Politecnico ligure consentirebbe il conseguimento di un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario e urgente.
La Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova ha sviluppato un piano strategico pluriennale, in cui aspetti riorganizzativi, culturali e internazionali sono considerati elementi essenziali in vista di un possibile Politecnico.
Recentemente è stata anche costituita una Associazione degli Amici della Scuola di Ingegneria (ASING): questa Associazione, costituita da aziende, professori, laureati e studenti di ingegneria per favorire una maggiore e più efficace interazione della Facoltà e dei Dipartimenti di Ingegneria con il territorio, si è espressa, tramite molti dei suoi membri, a favore dell’istituzione di un Politecnico.
L’INGEGNERE CLINICO: Controlla le tecnologie di ospedali e ASL, valuta gli acquisti, forma gli operatori che useranno le apparecchiature e svolge anche un ruolo nel “risk management” e nello sviluppo della telemedicina, è l’Ingegnere Clinico, la nuova figura creata dal Ministro Livia Turco in ogni ASL, dopo alcuni tragici incidenti. Secondo l’associazione italiana ingegneri clinici, attualmente in Italia ci sono già più di 300 professionisti. Le ASL saranno obbligate a dotarsi di un sistema per la gestione del rischio clinico per la sicurezza dei pazienti e di un servizio di ingegneria clinica, quindi “benvenuto all’ingegnere clinico” , per informazioni: http://www.ingegneria-clinica.it/
IL RACCORDO CON IL MONDO PRODUTTIVO , UNA SFIDA PER GLI ATENEI – Incontrare gli studenti direttamente all’interno dell’Università, per prendere nota delle loro domande e osservazioni e orientare al meglio le azioni volte a favorirne la ricerca di un’occupazione coerente col percorso di studi. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Studio, dunque lavoro”, che si è svolta nei mesi scorsi presso l’Università di Cassino L’incontro è nato dall’esigenza di mettere a confronto due mondi, quello accademico e quello produttivo, al fine di realizzare una virtuosa integrazione tra atenei, aziende, sistema della ricerca e politiche di sviluppo regionali e nazionali. In Italia solo il 9% degli universitari svolge un lavoro nel tempo libero durante il periodo di studio, mentre in Europa questa percentuale sale al 50%. Nel resto del continente i giovani trovano prima un’occupazione adeguata anche perché già conoscono le dinamiche e il funzionamento dell’ambiente del lavoro. La realtà è molto complessa , ci sono milioni di giovani in tutto il mondo che sono preparati come gli Italiani, ma forse anche più motivati e affamati! Il Programma Formazione e Innovazione per l’Occupazione (FlxO) del Ministero del Lavoro, fornisce assistenza per la creazione di strutture in grado di offrire a persone e aziende servizi specialistici come l’informazione, l’orientamento, al formazione, i tirocini di inserimento lavorativo, l’analisi dei fabbisogni professionali, la pre-selezione e selezioni di laureati Esso supporta ad oggi 60 Università per lo sviluppo degli uffici di placement
Dai Soci:
AD OGGI ABBIAMO SUPERATO I 100 SOCI!, così suddivisi:
28 Soci Fondatori
1 Socio Sostenitore
22 Soci Ordinari e Personale Accademico
9 Soci Onorari (Direttori di Dipartimento della Facoltà)
11 Soci Promotori
36 Soci Studenti
L’ultimo iscritto è il Prof. Dott. Giuseppe Romagnoli, Presidente della Consulta Nazionale dei Presidenti Regionali ANPO (associazione Nazionale dei Primari Ospedalieri) e Presidente Scuola Medica Ospedaliera
Stiamo programmando la costituzione di una BANCA-DATI per i Soci neo-laureati della Facoltà, per consentire proficui collegamenti tra i soci e le aziende;
Sono a disposizione in Segreteria ASINgenova le “FELPE SOCIALI” con i loghi della ns. Associazione e quelli della Facoltà di Ingegneria … per tutte le taglie!
SI RICORDA ALLE AZIENDE SOCIE L’ESIGENZA DI INVIARE IN SEGRETERIA LA LORO SCHEDA INFORMATIVA PER POTER MIGLIORARE E COMPLETARE IL NS. SITO
ORDINI BOOM PER LE NAVI PORTACONTAINER: Secondo i dati elaborati da un’importante società inglese, 879 sono le navi portacontainer ordinate e pronte alla consegna per i prossimi due anni! L’immissione in servizio di quasi 6 milioni di Teu (nuova capacità di stiva)rappresenta un aumento del 70% della capacità in essere oggi. Si tratta di navi per la maggioranza di dimensioni enormi (massimo 15.000 teu) con impensabili coinvolgimenti per il mondo dei trasporti marittimi.
Risultano in costruzione, per consegna entro il prossimi due anni:
| 117 |
navi con una portata superiore ai 12.000 teu - la più grossa ne porterà 15.000 |
| 68 |
navi con una portata compresa tra 10.000 e 12.000 teu |
| 118 |
navi con una portata compresa tra 8.000 e 10.000 teu |
| 104 |
navi con una portata compresa tra 6.000 a 7.000 teu |
| 235 |
navi con una portata compresa tra 4.000 ed i 5.000 teu |
| 237 |
navi con una portata compresa tra i 1.700 ed i 3.554 teu |
per un totale di 879 navi con una capacità di oltre 5.700.000 teu .
Nel 1996 erano in costruzione circa 700 navi per una capacità di portata di 1,300.000 teu !!!!!!
TEU: (acronimo di Twenty-Foot Equivalent Unit) è la misura standard di volume nel trasporto dei container ISO, la maggior parte dei container hanno lunghezze standard rispettivamente di 20 e di 40 piedi: un container da 20 piedi corrisponde ad 1 Teu.Questa misura è usata per determinare la capienza di una nave in termini di numero di container, il numero di container movimentati in un porto in un certo periodo di tempo

Il porto di Genova
NAVI MADE IN CHINA: Il Gruppo Messina pare essere in trattativa con alcune realtà industriali cinesi per la costruzione di due navi portacontainer e ro-ro superiori alle 30mila tonnellate di portata lorda. Grazie alla recente visita in Cina di Confitarma, è maturata l’idea di costruire le nuove unità in quel Paese, anche perché né in Europa, né in Giappone e Corea vi erano cantieri disponibili a costruirle.
In questo contesto il Registro Navale Italiano , in Cina già da molti anni, ha inaugurato il nuovo ufficio di Shanghai e per il 2008 prevede l’apertura di una nuova survey station a Dalian. Rientra in quest’ottica l’accordo con la Shanghai Marittime University per l’apertura di un master in “Ship operation, safety and classification” che punta ad aprire le porte ai giovani cinesi che vogliano intraprendere la loro carriera nell’ente di certificazione, ma non si farà solo formazione, bensì ricerca ed innovazione. Per tutti questi aspetti il Rina conta di coinvolgere in futuro anche l’Università di Genova.
DAL MONDO DELLA FINANZA: Ha preso avvio, in questi giorni, il nuovo sistema di Bonifico Europeo “SEPA” (Sigle Euro Payments Area) che mira ad armonizzare gli strumenti di pagamento elettronici in 31 paesi aderenti all’area. La SEPA, migliorerà l’efficienza dei pagamenti nella UE e favorirà l’innovazione, ne risulterà accresciuta la competitività dell’economia europea. Nella SEPA tutti i pagamenti saranno considerati nazionali, con i nuovi strumenti , i cittadini e gli operatori economici europei potranno effettuare e ricevere pagamenti in euro utilizzando un unico conto bancario e con la stessa facilità con cui si eseguono oggi i pagamenti nazionali. (Fonte Associazione Banca d’Italia del 28 Gennaio u.s.)
Dal CEPR (Center for Economie Policy Research) : L’indicatore €-coin in Gennaio segnala un sensibile peggioramento del quadro congiunturale nell’area dell’euro (€-coin fornisce ogni mese una stima della crescita di medio-lungo periodo del PIL nell’area dell’euro). In gennaio €-coin ha subito una marcata flessione, dovuta innanzitutto agli sviluppi negativi registrati sui marcati finanziari e borsistici ed alle indicazioni derivanti dall’andamento deludente delle produzioni industriali.
DAL MONDO DEL LAVORO:
Ambiente e rifiuti : è caccia al Manager
Sbocchi interessanti anche per laureati in ingegneria ( elettronici, elettrici,meccanici ed ambientali ) anche nel mondo delle Società di servizi locali.
Il ciclico dei rifiuti, la gestione di un grosso impianto di depurazione, la valorizzazione dell’energia, che in passato erano sotto la responsabilità di un perito industriale , si stanno aprendo a figure più preparate ed ora sempre più si fa ricorso a laureati in temi ambientali. Sempre più le aziende si occuperanno anche di rifiuti tossici nocivi e serviranno quindi esperti nel campo della chimica, ma anche della fisica e della robotica.
UNA NUOVA FIGURA PROFESSIONALE DOPO IL MANAGER ARRIVA L’” IMPRAGER “
Nasce l’imprager, l’imprenditore manager d’impresa. Due ruoli generalmente poco conciliabili, perché l’uno è creatore e l’altro gestore.
Fino ad oggi l’imprenditore doveva cogliere le opportunità, veder ciò che altri non vedono, avere una attitudine e propensione al rischio molto diversa dal dirigente.
Per favorire un approccio multidisciplinare e per provare a guardare in faccia la realtà in modo diverso sta partendo un nuovo Master dell’Università di Bergamo, destinato ad imprenditori di prima e seconda generazione nel tentativo di sviluppare la propensione al pensiero divergente.
In aula, per favorire un approccio multidisciplinare vi saranno economisti,filosofi e designer !
Dal territorio e dal mondo
Troppa gerarchia a bordo delle aziende , serve una cultura organizzativa che favorisca i processi snelli e la creatività di chi prende le decisioni: Sfida della canoa tra Italia e Giappone: da un lato sette capitani e un rematore, dall’altro un solo comandante per l’equipaggio (articolo da Il Sole-24 Ore): È già diventato un caso sulla rete. Il pezzo più "cliccato" della settimana sul sito http://www.ilsole24ore.com/ è l'articolo «Avete troppi capi in azienda? Leggete la storia della canoa». Il tutto arricchito da un'animazione, da un sondaggio tra i lettori e da un commento di Marco Vitale («Todos caballeros») che ironizza sulla ricca gerarchia esistente a bordo delle aziende, apparso in anteprima sul Sole 24 Ore di domenica 3 febbraio nella pagina dedicata ai manager. «In effetti la storiella della regata Italia-Giappone – commenta il presidente della Fondazione Istud, piacevolmente sorpreso dal successo presso i lettori e i visitatori del sito – ha un forte valore didattico. E l'impennata dei "click", come l'alto numero dei partecipanti al sondaggio e i vivaci commenti, sono un segnale preciso: chi va ogni giorno in ufficio assegna una grossa importanza all'organizzazione». Molto interessanti i "post" inoltrati anche da giovani ragazzi (e parecchie donne manager, con tanto di nome e cognome) che mettono però in evidenza un certo disagio nel vivere ogni giorno in un'organizzazione "all'italiana".Si tratta di una storiella che circola negli uffici da tempo. Nella sfida Italia Giappone da un lato ci sono sette capitani e un rematore, mentre nell'altro equipaggio c'è un solo comandante e sette persone ai remi: indovinate chi vince.È una storia paradossale (ma neanche troppo) che racchiude molte peculiarità della via italiana al management. Fotografando una realtà molto diffusa, specialmente negli uffici pubblici, denuncia le pecche delle organizzazioni pletoriche invece che piatte come pure il cattivo utilizzo dei consulenti e la disinvoltura nella distribuzione dei premi a chi non merita. Ma c'è di più. Il sondaggio sul sito del Sole chiede: l'azienda nella quale voi lavorate è più simile a quella giapponese o a quella italiana (un solo rematore, quattro capitani, due supervisori e un capo dei supervisori)? Ben otto persone su dieci (con migliaia di risposte) hanno detto di riconoscersi nella squadra organizzata " all'italiana".
«I dati del sondaggio – osserva Vitale – rispecchiano quello che è il vissuto di molti. In una riunione dove si parlava appunto di riorganizzazione aziendale, io stesso ho fatto il "test della canoa". Bisogna sottolineare, come del resto ho scritto nell'articolo, che l'Italia che lavora e produce purtroppo non marcia tutta alla medesima velocità. Anche i numerosi interventi in rete hanno messo in evidenza il ventre molle della pubblica amministrazione ».
Del resto sono gli stessi imprenditori che hanno più volte denunciato la loro difficile situazione: «I nostri problemi – dicono in coro – iniziano appena i prodotti escono dai cancelli della fabbrica: fino a quando restiamo in officina e il confronto è sulle linee produttive riusciamo a essere competitivi. I guai arrivano dopo, con le diseconomie indotte dalle infrastrutture e dalla burocrazia».
Preso atto del sondaggio e dei mali del management italiano, più volte denunciati dallo stesso Vitale, il presidente della Fondazione Istud aggiunge: «È vero che colpisce la critica della favola sulle organizzazioni spesso ridondanti invece che snelle come ad esempio in Toyota. È però altrettanto vero che il made in Italy vanta tante eccellenze e che è in grado farsi valere in molti campi». Lo stesso Vitale, nell'articolo pubblicato domenica, metteva in evidenza gli aspetti positivi e faceva anche una chiamata alle armi dei dirigenti.
Citando Sun-Tsu (il più grande stratega militare e, con una lettura evolutiva, aziendale di tutti i tempi) invitava i top manager a essere più coraggiosi e creativi. L'obiettivo? Impegnarsi maggiormente assumendo anche responsabilità strategiche invece di accontentarsi di essere dei semplici esecutori di piani altrui (si chiamino aziende di famiglia o autorevoli consigli di amministrazione).
Pillole di storia
TONNIDI DEL GOLFO PARADISO: La pesca nel Golfo Paradiso è sicuramente l’attività più antica praticata dagli abitanti di Camogli, come quella della sua tonnara le cui prime notizie risalgono al 1603, anno in cui un solenne decreto del Magistrato dei Censori stabiliva che “delle tonni che si fossero presi alla tonata di Camogli se ne dovesse dare agli abitanti di Camogli e Recco per loro uso dieci di un rubo, venticinque di due, sei sino a cento rubi”. I rubo è una misura antica che corrisponde a circa 8 Kg e che, tra i pescatori di Camogli, viene usata ancora ai giorni nostri. Anticamente il tonno veniva lavorato a Camogli, probabilmente su basi artigianali. In un vecchio quartiere della città “u Risseu” il tonno veniva cotto e poi messo sotto sale in barili che non erano solo venduti localmente ma che prendevano anche la via verso il Piemonte e la Lombardia e, qualcuno dice, anche l’Inghilterra. La tonnara di Camogli è, più precisamente, una “tonnarella” poiché non pesca solo tonni, oggi diventati molto rari, ma tutte le specie di pesci che incappano nella rete: palamiti e boniti innanzitutto e poi sardine, sgombri, sarpe, occhiate e a partire da giugno leccie o ricciole.
Hanno collaborato: Giorgio Molinari, Mariano Maresca, Marina Tevini
Inserito da asingenova |
martedì 4 marzo 2008