Maggio 2008, Newsletter n° 2
Convegno Nanotecnologie
Cosa abbiamo fatto:
Martedì 1° Aprile 2008 i Soci dell’Associazione sono stati invitati alla serata organizzata dal Propeller Club Port of Genoa, presso il Ristorante La Marina, nella quale il Sig. Luigi MERLO, Presidente dell’Autorità Portuale di Genova, ha presentato il Nuovo Piano Operativo dell’Authority . I presenti (circa 160 persone) hanno molto apprezzato l’intervento chiaro e pacato del Presidente. In quest’occasione Mr Ignacio BARRON, esperto dello sviluppo dei Traffici Globali presso UIC (Union International des Chemins de Fer) ha illustrato il progetto “China-Europe Land Bridge”
Martedì 8 Aprile 2008 presso Villa Cambiaso (sede di Ingegneria) si è riunito il Comitato Scientifico dell’Associazione per definire il programma 2008, che potete leggere nel prossimo paragrafo
Cosa faremo:
Programmi futuri del Comitato Scientifico:
Il Prof. Gianfranco Coletti (DIE – Dipartimento di Ingegneria Elettrica) propone un pomeriggio sulle “nanotecnologie” con il Prof. Ermanno Di Zitti (DIBE - Dipartimento Di Ingegneria Biofisica e d Elettronica) e la Prof.sa Carmelina Ruggiero (DIST – Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica)
La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e delle tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro, normalmente tra 1 e 100 nanometri, e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala. Il termine indica genericamente la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, dove il nanometro è la comune unità di lunghezza ed è a volte usato per descrivere in generale atre tecnologie microscopiche. Tuttavia la nanotecnologia in senso stretto è quella correlata a lunghezze dell’ordine di pochi passi reticolari (un passo reticolare è la distanza che separa i nuclei atomici in un solido). La nanotecnologia costituisce un ambito d’investigazione altamente multidisciplinare, coinvolgendo molteplici indirizzi di ricerca che vanno dalla biologia molecolare alla chimica, scienza dei materiali e ovviamente fisica, sia applicata che di base, fino all’ingegneria meccanica ed elettronica.
Viene manifestata la disponibilità della Prof. Paola Girdinio ad un seminario sulle attuali e nuove prospettive in campo energetico.
Viene proposta la presentazione del libro che descrive il nuovo dipartimenti DICAT,con una sessione di studio sull’Ingegneria Civile “Da dove veniamo e dove stiamo andando”
Vengono inoltre proposti:
dall’Ing. Laurenti, aiutato dall’Ing. Tortello, un seminario sul tema “La nuova normativa brevettuale – Rapporti tra Aziende ed Università – cos’è la proprietà industriale e quella “intellettuale”;
dal Prof. Boccalatte un seminario su “Lauree triennali ed internazionalizzazione” che potrebbero precedere, in date da destinarsi, una successiva illustrazione del nuovo assetto dei corsi universitari attualmente in corso di preparazione, in attuazione del Decreto Ministeriale 270.
Dalla Scuola d’Ingegneria
Prof.sa Paola Girdinio - Dipartimento di Ingegneria Elettrica -Tel. 010 353 3701 e-mail: girdinio@die.unige.it
Il 23 marzo 2005 è stato costituito il Distretto scientifico e tecnologico su “Sistemi intelligenti integrati” con lo scopo di realizzare un sistema integrato tra grande industria, piccola e media impresa, Università, istituzioni pubbliche, di ricerca, finanziarie, con particolare attenzione allo sviluppo di attività di ricerca industriale e della correlata formazione.
La politica del Distretto è centrata sulla capacità di alimentare e sostenere la collaborazione tra enti di ricerca e industria e le loro capacità di invenzione ed innovazione, allo scopo di rafforzare e fare crescere nel tempo l’eccellenza acquisita nel campo dei sistemi intelligenti integrati.
Il Distretto sui "Sistemi Intelligenti Integrati" si pone quindi l'obiettivo di creare un circolo virtuoso tra talenti, aziende e finanziamenti pubblici e privati, capaci di sviluppare una ricerca competitiva in grado di determinare forti ricadute di innovazione sul tessuto imprenditoriale proponendosi di:
- rafforzare le competenze scientifiche nell'area di interesse, puntando a diventare un centro di assoluta eccellenza internazionale in un settore ad alta intensità di innovazione tecnologica;
- garantire una efficace contiguità con i distretti industriali costituiti in Liguria e con gli altri distretti tecnologici, italiani ed europei;
- potenziare una rete di collaborazioni agevole e flessibile basata su risorse proprie e strumenti del distretto;
- favorire lo sviluppo di imprenditorialità derivante dall’innovazione tecnologica;
- attrarre aziende innovative nell'area di interesse per investire in Liguria;
- sviluppare attività di informazione, consulenza e formazione finalizzate sia alla preparazione specialistica di operatori del settore, sia all'aggiornamento professionale in enti e/o imprese.
- sviluppare iniziative a sostegno dell’innovazione tramite l’interazione tra mondo accademico e imprenditorialità tecnologica;
- mettere a fattor comune risorse e “know how”;
- incoraggiare le imprese a innovare e sviluppare progetti nel settore dei sistemi intelligenti integrati;
- sviluppare/rafforzare il “technology transfer” per valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, finalizzandola alla ricaduta economica ;
- sviluppare iniziative di attrazione di nuove imprese tecnologiche;
- favorire lo sviluppo di start-up tecnologici (mettendo a disposizione strutture logistiche, risorse manageriali e legali) e sostenere “spin-off” e “early stage”;
- incentivare laboratori di ricerca congiunti Università ed Enti di ricerca-imprese, nonché strutture comuni ad alto contenuto tecnologico come laboratori di test e certificazione;
- creazione di percorsi formativi di alto livello per sviluppare conoscenza (master, stage all’estero, scambio di personale tra industria e università, etc.);
Le attività del Distretto sono focalizzate nell’ambito di sei aree tematiche, individuate tra gli argomenti di interesse espressi dalle industrie e dagli enti di ricerca ligure. Ciò ha portato all’attivazione dei sei progetti di ricerca di seguito riportati:
- Area tematica AUTOMAZIONE -"Automazione distribuita modulare per sistemi robotizzati cooperanti ad alta flessibilità"
- Area tematica ENERGIA -"Sistemi Intelligenti Integrati atti a soddisfare le richieste di flessibilità funzionale applicati a componenti e sistemi di centrali per produzioni di energia"
- Area tematica INFOMOBILITA' -"Sistema Cooperativo Avanzato per l'Infomobilità (Advanced Cooperative Infomobility System -ACIS)"
- Area tematica ORGANIZZAZIONI COMPLESSE "Tecnologie Digitali per le Organizzazioni Complesse ( TECDOC )"
- Area tematica SALUTE -"Sistemi intelligenti per la gestione del paziente nel ciclo diagnostico e terapeutico"
- Area tematica SICUREZZA –“Sistema INTEgrato per la Sicurezza ad Intelligenza diStribuita (SINTESIS)"
Prof.sa Patrizia Perego – Dipartimento di Ingegneria Chimica e di Processo “G. Bonino
Congresso GEI-ERA 2008 Genova 15- 20 giugno 2008
Il DICheP dell’Università di Genova ha ricevuto l’incarico dalla Società Chimica Italiana e dall’Associazione Italiana di Ingegneria Chimica di organizzare il Congresso GEI-ERA 2008, il secondo convegno congiunto tra le “Giornate dell’Elettrochimica Italiana - GEI” convegno annuale della Divisione di Elettrochimica della SCI, e il convegno “Elettrochimica per il Recupero dell’Ambiente - ERA” appuntamento annuale organizzato dal gruppo TERSI di AIDIC. GEI-ERA si terrà a GENOVA, dal 15 al 20 Giugno 2008 presso Galata Eventi, Museo del Mare, nei pressi dell’Acquario. Gli Elettrochimici e gli Ingegneri Elettrochimici Italiani avranno un’occasione di confronto e di aggregazione su tematiche interdisciplinari quali l’energetica, l’ambiente, la sensoristica, i nuovi materiali e la corrosione. In continuità con le precedenti edizioni le GEI ospiteranno tutte le aree tradizionali ed innovative dell’elettrochimica, ERA darà spazio a tutti gli aspetti ambientali anche a carattere non elettrochimico.
Informazioni e Aggiornamenti:Ing. Marco Panizza o Ing. Antonio Barbucci Dipartimento di Ingegneria Chimica e di Processo, Università di Genova, Piazzale Kennedy 1, 16129 Genova e-mail: gei-era2008@unige.it
Sito web: http://www.dichep.unige.it/geiera08/
Scadenze utili:
Invio Scheda di Registrazione, Riassunto e Pagamento
Quota di iscrizione non maggiorata: 30 aprile 2008
Prenotazione Alberghiera riservata: 30 aprile 2008
Dai Soci
Le imprese cercano: Gli Ingegneri ci sono? : La situazione occupazionale degli ingegneri non desta particolari preoccupazioni, al contrario sembra che il fabbisogno delle imprese, soprattutto quelle di grandi dimensioni, vada bel oltre i numeri di laureati in uscita dalle Università. Ma quali i profili maggiormente richiesti e quali le competenze interdisciplinari e comportamentali che l’impresa cerca? I primi risultati di una ricerca congiunta Fondazione Politecnico-Assolombarda, ha posto in evidenza che le maggiori lacune dei giovani laureati non risiedono nella carenza di conoscenze tecnico-disciplinari, ma prevalentemente nella scarsa capacità di tradurre i saperi acquisiti in comportamenti lavorativi congruenti. Ecco che emerge, quindi, la necessità di condividere con l’Università dei percorsi formativi che potenzino le competenze metodologiche e le capacità relazionali, attraverso gli strumenti dello stage e del tirocinio, ma anche metodologie didattiche innovative che sviluppino quelle competenze ritenute “strategiche” che le imprese richiedono a tutti i laureati: controllo, autonomia decisionale e di programmazione, gestione delle informazioni e delle relazioni. Il confronto con la realtà europea, del resto, evidenzia che le imprese italiane, soprattutto quelle medio piccole abbiano una minore “attitudine” ad assumere ingegneri, elemento questo che, in prospettiva, potrebbe avere risvolti rilevanti sulla competitività dell’Italia; dall’altro lato, però, gli orientamenti delle famiglie italiane, rispetto a quelle francesi e tedesche, sono meno propensi a indirizzarsi verso percorsi di studio di tipo scientifico (Fondazione RUI, Rivista di cultura universitaria).
Dal territorio e dal mondo
Le navi con la spina: Si chiamano “Ships with a plug”, navi dotate di una “spina” e sono la risposta alla richiesta ormai diffusa in tutti i principali porti del mondo di spegnere i motori delle navi ormeggiate ed evitare le emissioni diesel nell’aria, se ne è parlato anche a Genova, specialmente per le navi traghetto e crociera che sono quasi dentro la città. La “spina” ovvero l’ energia elettrica fornita da terra non è una novità per le unità alle riparazioni navali, nei bacini, una procedura normale che sostituisce gli ausiliari di emergenza e dei servizi di bordo. La novità sta nel fatto che negli USA (e quando cominciano loro poi la procedura diventa obbligo, ricordate l’OPA, le cisterne a doppio scafo?) le navi che toccheranno almeno 25 volte i porti californiani, dovranno, una volta ormeggiate, fare uso dell’energia elettrica di terra (cold ironing) e piano piano quest’obbligo sarà esteso a tutte le unità non solo della costa occidentale ma anche degli altri porti americani, senza risparmiare il “contagio” con altri porti europei e giapponesi.
Il commento non è unanime dei consensi, perché bisogna fare i conti con i costi di installazione dell’impianto di bordo e delle installazioni a terra. Mediamente un collegamento a banchina costa 1,5 milioni di dollari (fonte Pacific Merchant Shipping Association), mentre per una nave cisterna l’impianto a “spina” tra progetto, trasformazione ed installazione sfiora i 3 milioni di dollari. Non sono stati raggiunti buoni risultati con i nuovi motori Greenship che riducono al minimo l’inquinamento delle emissioni e non sono già allo studio avanzato (Wartsila) i combustibili alternativi? Chi pagherà le installazioni nei porti e sulle navi (mediamente il consumo di gasolio di una a banchina è di sette tonnellate/giorno) degli impianti a “spina” ?
Paese che vai usanze che trovi : Secondo una recente indagine del Wall Street Journal, prestigioso quotidiano statunitense, risulterebbe, ad esempio, che il popolo più “ maleducato “ del mondo continua ad essere ritenuto quello nord americano. Almeno così la pensano gli altri (inglesi, francesi,tedeschi, svedesi , ed anche italiani ) intervistati oltre 20.000 cittadini in 20 paesi.
Per salutare, per esempio, in Europa è meglio baci e bacetti sulla guancia o una bella stretta di mano? In Germania, Grecia,Austria e Gran Bretagna solo “ stretta” e possibilmente a “distanza” . Apertura ai “bacetti” in Francia, Svezia e Russia. Anche in Italia ed in Ungheria non si rischia una brutta figura con uno “ smack” a destra e uno a sinistra.
Secondo una guida italiana di “ bon ton” per uomini di affari cinesi, la “scarpetta” si fa solo in famiglia, mai usare il coltello per mangiare la pasta , meglio “arrivederci” che “ ciao “, non dire “ buon appetito” perché il galateo lo vieta e soprattutto…. non arrivare puntuali….” Perché tanto nessuno lo fa”
I Tedeschi, ad esempio si offendono per tante cose: se a una donna appena conosciuta si dice “ fraulein” (signorina ), se nel servire una fetta di torta questa cade su un fianco ( porta sfortuna ), se si parla di politica con persone appena conosciute, se non si arriva ad un pranzo con fiori,cioccolato e alcool.
In Svezia, il pericolo figuraccia è garantito arrivando in ritardo o avvicinandosi a persone che stanno discutendo tra loro o parlando di malattie o soldi e se si chiede la ricetta di ciò che si sta mangiando.
Fondamentale per non fare figuracce in Gran Bretagna è sapere che il Porto non si versa mai in senso “antiorario” – è una tradizione su cui non transigono, l’altra è quella di mettere sempre i limoni (per il tè o per il pesce) in una garza . E’ il loro modo per evitare schizzi e semi.
In Russia stop ai fiori gialli. Mai mettere il cappello su un tavolo o consegnare una bottiglia di vino (o alcool) ad una donna o portare persone non invitate ad una festa. Tantissimi considerano i fiori gialli un brutto segno, sono capaci anche di non prenderli se un ospite li porta come omaggio
Pillole di storia
L’acqua di Torino va nello spazio: Pochi sanno che l’acqua di Pian della Mussa (Torino ) vola sulle navicelle americane, mentre sulle navicelle russe ci sarà quella proveniente dai pozzi di Rivalta
L’acqua è definita un patrimonio da difendere e proteggere. La disponibilità mondiale di acqua è di 41 miliardi di metri cubi, di cui il 30% in forma liquida
Su una popolazione mondiale di 6 miliardi, i,3 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile ed oltre 200 milioni di bambini muoiono , ogni anno, per ingestione di acqua contaminata, mentre 800 milioni di persone non hanno mai visti un rubinetto
Negli anni dal 1900 al 2000 il fabbisogno pro capite di acqua mondiale si è moltiplicato per dieci mentre la disponibilità è in continua diminuzione.
La World Bank ha considerato che oltre 260 bacini fluviali nello scacchiere mondiale, potrebbero diventare scenari di guerra. Nel nostro paese la disponibilità pro capite è di circa 3000 m.c. all’anno di acqua dolce
Spieghiamo il titolo di questo pezzo: nel 2002 l’Alenia Spazio ottenne il contratto per la costruzione degli ATV (Automated Transport Vehicle ) e da li nacque lo studio sul tipo di acqua da portare nello spazio, presso il centro ricerche SMAT di Torino. Nel 2007 si produce la prima acqua idonea ad essere stivate sugli ATV ( diversi contenuti minerali,, più leggera,minimamente salinizzata, addizionata di fluoro, ect )
L’acqua Americana proviene oggi dal Pian della Mussa ed è prodotta a Venaria mentre l’acqua Russa proviene dai pozzi di Rivalta ed è prodotta a Regina Margherita (Collegno)
Il giorno 8 marzo 2008 è avvenuto il primo lancio del primo ATV “ Jules Verne” che trasporta 280 litri di acqua “russa” nello spazio, la stessa acqua del rubinetto dei cittadini Torinesi !
La Terra? Il riflesso di un raggio di sole: La filosofia è nata in Grecia, non è una faccenda orientale. Il suo specifico si chiama astrazione, mentre il pensiero orientale è rimasto un pensiero concreto, che nomina le cose nella loro singolarità. La scienza pensa attraverso astrazioni. Quando Talete misura la Terra basandosi sul riflesso di un raggio di sole nell’acqua di un pozzo, sbagliandosi solo di 60 KM, lavora in termini astratti, matematici. Questo è accaduto in Grecia e non è un caso che lì in 150 anni con la filosofia siano nate la matematica, la geometria, l’architettura, la medicina, la fisica. Sul frontespizio della sua accademia Platone scrive: non si entra qui se non si è geometri: geo-metria, misura della terra”. Platone, Socrate, Aristotele, in che misura sono ancora importanti? Lo sono perché ancora oggi, per esempio, pensiamo e parliamo secondo i codici logici instaurati da Platone. Il nostro linguaggio è organizzato secondo il principio di non contraddizione e secondo il principio di causalità, mentre il pensiero antecedente al pensiero filosofico, quindi il pensiero mitico, era un pensiero analogico del tipo “così-come”. Attraverso questi due principi si esce dalla sfera del sacro e del mitico, dall’imprevedibile che rende la vita angosciante. L’Occidente ha raggiunto il suo apice con l’Acropoli di Atene. Ai Greci, che non avevano speranze ultraterrene, il concetto di morte consegnava il concetto di limite, di giusta misura: se sei mortale non oltrepassare il tuo limite, mantieniti nella tua condizione, sviluppa la virtù che ti è propria attraverso la conoscenza di te. Questa grande figura del limite dovrebbe essere recuperata oggi, visto che ci troviamo in una civiltà del progresso infinito e dello sviluppo infinito. (di Umberto Galimberti filosofo e psicoanalista)
Hanno collaborato: Paola Girdinio, Patrizia Perego, Giorgio Molinari, Mariano Maresca,Marina Tevini
Inserito da Asingenova |
lunedì 12 maggio 2008