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Ottobre 2008, Newsletter n° 4

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Il laboratorio congiunto fra il Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica e l'Azienda CanovaTech Ce.Si.S.P. Centro Interuniversitario per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti

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Cosa abbiamo fatto:

Riunione 16 Settembre 2008, Villa Cambiaso, Le Nanotecnologie, una nuova frontiera dell’Ingegneria: alla presenza di oltre una settantina di persone, si è tenuto l’incontro sulle nanotecnologie. Sono stati presentati alcuni esempi di applicazioni meccaniche, biomediche e di componenti nanaoelettronici “impossibili” fino ad ieri. Ma sul prossimo numero il Prof. Gianfranco Coletti (l’artefice di questa interessantissima riunione) spiegherà meglio il tema.

Prima riunione del gruppo di lavoro dei delegati dipartimentali: Il giorno 15 Settembre, alle ore 15.00, convocata del Segretario Generale Comm. Mariano Maresca, si è riunito presso la Presidenza della Facoltà di Ingegneria in Villa Cambiaso il gruppo di lavoro dei delegati dipartimentali ai rapporti con l’Associazione nominati dai Direttori dei Dipartimenti correlati alla Facoltà di Ingegneria.

Del gruppo fanno parte il prof. Marco Storace per il Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica (DIBE), il prof. Marco Colombini per il Dipartimento di Ingegneria delle Costruzioni, dell’Ambiente e del Territorio (DICAT), la Professoressa Patrizia Perego per il Dipartimento di Ingegneria Chimica e di Processo “G.B. Bonino” (DICHEP), il Prof. Gianfranco Coletti per il Dipartimento di Ingegneria Elettrica (DIE), la sig.ra Carla Castellino per il Dipartimento di Meccanica e Costruzione di macchine (DIMEC), il prof. Andrea Cattanei per il Dipartimento di Macchine, Sistemi Energetici e Trasporti (DIMSET), il prof. Massimo Figari per il Dipartimento di Ingegneria Navale e tecnologie marine (DINAV), il prof. Flavio Tonelli per il Dipartimento di Ingegneria della Produzione, Termoenergetica e dei Modelli matematici (DIPTEM), il prof. Antonio Boccalatte per il Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica (DIST), nonché il vicepresidente prof. Giorgio Molinari e la segretaria di redazione della Newsletter dell’Associazione Marina Tevini.

Il Segretario Generale ha dato il benvenuto al gruppo di lavoro, sottolineando l’importanza per l’Associazione di mantenere un costante rapporto con i Dipartimenti correlati alla Facoltà di Ingegneria, per poter fornire ai soci informazioni aggiornate sulle attività di ricerca in corso nella Scuola di Ingegneria attraverso la Newsletter e per discutere altre iniziative di informazione e di interazioni con i soci da attivare.

Il Segretario Generale e la segretaria di Redazione hanno poi fornito ai componenti del gruppo di lavoro informazioni sulla organizzazione della Newsletter e sui formati delle note informative sinora pubblicate, segnalando le scadenza per il prossimo numero.

E’ stato deciso di rendere periodiche le riunioni del Gruppo di lavoro, su convocazione del Segretario generale e del vicepresidente che ne fanno parte, in modo da poter fornire un costante flusso di informazioni sull’attività dei Dipartimenti ed un contributo di idee alle attività dell’Associazione.

Cosa faremo:

Nei prossimi mesi si riunirà il Consiglio Direttivo per definire al meglio i programmi futuri dell’Associazione.

 Martedì 21 Ottobre 2008 il The International Propeller Club Port of Genoa organizzerà assieme al C.I.E.L.I (Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica Integrata) una riunione conviviale con il Prof. Ing. Pier Paolo PUGLIAFITO che illustrerà il Planning and Management of Trasportation and Logistic Systems (Academic Year 2008/09). Alla riunione saranno invitati tutti i soci della ns. Associazione.

Dalla Scuola d’Ingegneria

Il Laboratorio Congiunto fra il Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica (DIBE, http://www.dibe.unige.it/, responsabile il Prof. Maurizio Valle) dell’Università di Genova e la azienda CanovaTech (http://www.canovatech.com/, responsabile l'ingegner GianMarco Bo), ubicato al primo piano della Palazzina Delfino nel Campus Universitario di Savona, ha mandato in fabbricazione ad agosto il primo circuito integrato prototipale progettato nel Laboratorio. Il circuito è stato progettato utilizzando una tecnologia CMOS 0.35 micrometri di lunghezza minima di canale e di tipo “high voltage”, ossia dotata di dispositivi in grado di sopportare tensioni massime di 80V. Il Laboratorio Congiunto infatti sviluppa attività di ricerca e didattica nell’ambito dei sistemi elettronici per la gestione dell'energia e nell’ambito della sensoristica avanzata.

L’obiettivo delle attività di ricerca svolte nel Laboratorio Congiunto è studiare e sviluppare sistemi elettronici integrati a bassissimo consumo che non utilizzano batterie (nè tantomeno la rete elettrica) come fonte di energia. In altre parole, sistemi che estraggono energia presente nell’ambiente in cui operano (energia luminosa, termica, meccanica, sonora, ecc.), la trasformano in energia elettrica e la rendono disponibile e compatibile per alimentare sistemi elettronici. Sistemi di questo tipo vengono definiti sistemi di energy scavenging e sono in genere sistemi misti elettro-meccanici o elettro-chimici. Utilizzando sistemi di energy scavenging sarà possibile eliminare le batterie che alimentano i sistemi elettronici portatili, riducendone così le dimensioni, i costi e l’impatto ambientale. Le tecnologie MEMS (MicroElectroMechanicalSystems) sono fra le tecnologie che permettono di costruire sistemi di energy scavenging, in quanto consentono di realizzare, su silicio, micro sistemi elettro-meccanici/chimici, le cui tecnologie di fabbricazione sono compatibili con la tecnologia di fabbricazione dei circuiti integrati. Potenzialmente quindi è possibile realizzare sullo stesso chip di silicio un sistema elettronico completo (sensori, elaboratori, attuatori), compreso il sistema di energy scavenging. L’applicazione dei sistemi di energy scavenging sono molteplici, ma principalmente riguardano i sistemi elettronici pervasivi, quali sensori distribuiti, reti di comunicazione radio, sistemi di elaborazione “embedded” ossia incorporati (nelle automobili, nelle abitazioni, negli indumenti), sistemi robotici, giocattoli. In particolare, l’attività di ricerca sviluppata nel laboratorio congiunto è rivolta all’utilizzo delle vibrazioni meccaniche presenti nell’ambiente come sorgenti da cui “estrarre” l’energia per potere, dopo un opportuno condizionamento circuitale, alimentare circuiti elettronici a bassissimo consumo di potenza. Il dispositivo che converte l’energia meccanica in energia elettrica è una trave, di dimensioni milli-micrometriche, realizzata con materiale di tipo piezoelettrico. Una delle applicazioni che si stanno considerando con maggiore interesse sono sistemi di energy scavenging per estrarre energia dalle vibrazioni prodotte da una automobile in movimento. L’energia estratta può essere utilizzata ad esempio per alimentare sensori per la misura della pressione dei pneumatici, collegati via radio al sistema elettronico dell’autovettura.

Nel 2006 il Dipartimento di Ingegneria Chimica e di Processo (DICheP) dell’Università di Genova ha costituito, assieme al Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria Chimica (DISMIC) del Politecnico di Torino ed alla Scuola Avanzata S. Anna di Pisa,  il CE.Si.S.P. -Centro interuniversitario per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti (http://www.cesisp.unige.it/), e ne è diventato Sede Amministrativa.

Il centro di ricerca CE.Si.S.P. ha una natura interdisciplinare e coinvolge professori, ricercatori, esperti nel settore dello Sviluppo sostenibile, dell’Ingegneria di Processo e dei Materiali, delle Scienze economiche e politiche.

CE.Si.S.P. nasce dalla volontà di creare un polo d’eccellenza per una ricerca innovativa sulla sostenibilità dei prodotti ed in particolare sull’utilizzo della metodologia LCA (Life Cycle Assessment).

L’LCA è una tecnica per valutare gli aspetti ambientali ed i potenziali impatti ambientali associati ad un prodotto o ad un servizio, mediante:

·          la compilazione di un inventario di ciò che di rilevante entra ed esce da un sistema di prodotto;

·          la valutazione dei potenziali impatti ambientali associati a ciò che entra ed a ciò che esce;

·          l’interpretazione dei risultati riguardanti le fasi di analisi dell’inventario e di stima degli impatti in relazione agli obiettivi dello studio.

L’LCA studia gli aspetti ambientali e gli impatti potenziali lungo tutta la vita del prodotto (cioè dalla culla alla tomba), dall’acquisizione delle materie prime, attraverso la fabbricazione e l’utilizzazione, fino allo smaltimento finale. Le principali categorie di impatto ambientale da tenere in considerazione riguardano l’utilizzo di risorse, la salute dell’uomo ed i potenziali impatti ambientali quali ad esempio i Cambiamenti Climatici.

Uno studio LCA può essere realizzato su prodotti e servizi per:

·          valutare i potenziali impatti ambientale di prodotti o servizi lungo tutto il ciclo di vita.

·          identificare le opportunità di migliorare gli aspetti ambientali dei prodotti nei diversi stadi del loro ciclo di vita;

·          individuare materiali e tecnologie più rispettosi dell’ambiente.

·          individuare indicatori di performance che permettano di monitorare nel tempo l’evoluzione delle prestazioni ambientali dei diversi comparti produttivi.

·          eseguire valutazioni per la predisposizione di Piani territoriali per la gestione del fine vita.

·          prendere delle decisioni nell’industria, per esempio di pianificazione strategica, scelta di priorità, progettazione o riprogettazione di prodotti o processi;

·          commercializzare, per esempio, una dichiarazione ecologica (EPD: Dichiarazione Ambientale di Prodotto), un’etichetta ecologica (ECOLABEL) o un’asserzione di prodotto ecologico.

·          effettuare studi di eco-design (Direttiva EuP 2005/32/EC).

Attraverso la ricerca, la formazione professionale e la collaborazione scientifica nel settore della sostenibilità dei prodotti, il CE.Si.S.P. intende inoltre promuovere e coordinare attività metodologiche ed applicative anche nei seguenti settori:

·          Carbon Management e Trading.

·          Ciclo di vita di prodotti (Life Cycle Thinking, EPD, eco-design).

·          Politiche integrate di prodotto (IPP).

·          Innovazione e Marketing nella Sostenibilità.  

Inoltre, dal 2008 il centro interuniversitario CE.Si.S.P. gestisce anche il Registro eCO2care (http://www.eco2care.org/) che fornisce l'accesso ai progetti certificati in materia di riduzione delle emissioni di gas serra ed in particolare fornisce il quantitativo di CO2 non emessa o fissata, legata alla contabilità e registrazione dei crediti di tipo volontario.

Tali crediti volontari certificati, o VER (Verified Emission Reduction), rappresentano la commodity rilasciata a seguito di progetti di riduzione delle emissioni di CO2 volontari, verificati da una parte terza indipendente. Sono ‘unità di riduzione di emissioni’ appartenenti alla normativa di Kyoto. I progetti di riduzione delle emissioni di gas serra sono sicuramente una risposta alla grande attenzione rivolta a queste tematiche da parte dell’opinione pubblica e della popolazione, che aspira a vivere in un ambiente meno inquinato, che aspira a vivere salvaguardando le generazioni future; essi hanno anche legittime aspettative che tutti i soggetti che influenzano direttamente o indirettamente tali emissioni adottino tutte le misure possibili per garantire il proprio contributo ad un così alto e sempre più stringente obiettivo. Qualunque soggetto, istituzionale e/o privato, attuando i progetti di riduzione delle emissioni, sarà in grado di sviluppare azioni per la riduzione di emissioni impostate secondo metodiche riconosciute a livello internazionale (analoghe a quelle previste dai meccanismi flessibili individuati dal Protocollo di Kyoto); in tal modo i suddetti progetti, dopo la validazione e la verifica di un Ente di Parte Terza indipendente, potranno dare origine a “crediti di emissione verificati”, i cosiddetti VERs (Verified Emission Reductions), scambiabili, ad un prezzo minimo fissato contrattualmente, su apposite piattaforme di scambio internazionali e potranno creare i presupposti per ottenere crediti di emissione negoziabili con l’Autorità Nazionale Competente, per il rispetto degli obiettivi di Kyoto nazionali. L’obiettivo è quello di individuare sul territorio, attraverso l’analisi dei bilanci delle emissioni di gas serra, attività potenzialmente eligibili per l’ottenimento di VERs, e di identificare le potenzialità di una loro riduzione. Queste attività potranno essere implementate presso aziende private e/o pubbliche e la loro realizzazione dovrà generare una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra che sia verificabile e certificabile da un ente terzo accreditato sulla base di protocolli internazionali condivisi.

Per rendere più facilmente gestibile la contabilizzazione dei crediti VER generati da diversi progetti certificati e per favorire il loro scambio sul mercato, si è resa necessaria la realizzazione di un registro che fornisca l'accesso ai progetti certificati in materia di riduzione delle emissioni di CO2.

È in quest’ottica che nasce il Registro VER eCO2care.

La creazione di tale registro consente, tramite accesso ad un’area pubblica, di stabilire un contatto tra possibili acquirenti di quote di CO2 e venditori di crediti di CO2 e fornisce informazioni sui progetti registrati che hanno generato crediti. Il registro consente quindi di dare visibilità  agli interventi di riduzione di gas serra realizzati sul territorio.

Sul registro esiste inoltre un’area riservata, dedicata ai detentori dei crediti di CO2, in cui i soggetti in possesso di apposito account possono visualizzare i dati aggiornati sui crediti generati e sulle transazioni effettuate relativamente ad ogni progetto registrato.

A conclusione di ogni transazione, il registro è aggiornato con la riduzione dei crediti CO2 originariamente messi a disposizione tramite il progetto certificato.

Per maggior informazioni:

Prof.ssa Adriana Del Borghi - Dipartimento di Ingegneria Chimica e di Processo “G.B. Bonino” – Tel.  010 353 2918  e-mail: adriana.delborghi@unige.it

 

Dai Soci:

 Il PREMIO PEROTTO:  Nell’ambito del World Computer Congress 2008, in corso a Milano ASSEGNATO IL PREMIO PEROTTO PER L’INNOVAZIONE DIGITALE

Conclusa la IVa edizione dell’iniziativa che premia l’innovatività e la creatività delle imprese informatiche italiane. I premi vanno a WLAB srl (Roma) Montalbano Technologies Spa (Genova) e Iso Sistemi Srl (Genova). Menzioni speciali a Sata Srl (Modena) e Itsme (Milano)

Milano, 9 settembre 2008 – Sono stati assegnati oggi, nella prestigiosa cornice del World Computer Congress 2008 - la più importante manifestazione internazionale del settore in corso a Milano - i  riconoscimenti del “Premio Perotto”, istituito  per valorizzare l’innovatività e la creatività delle  imprese italiane di informatica..

L’iniziativa -  giunta alla sua quarta edizione e nata in memoria di Pier Giorgio Perotto, che nel  1964 creò il  primo personal computer (“Programma 101”, denominato anche “perottina)” – è organizzata AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico), in collaborazione con Datasiel (azienda informatica della Regione Liguria), la Sezione Informatica di Confindustria Genova, CTI Liguria, GRIN e GII.

La Giuria del Premio Perotto, composta da esponenti del mondo accademico e industriale,  ha vagliato numerose candidature ed ha assegnato:

 

·     la “Targa Perotto”, massimo riconoscimento, a WLAB Srl di Roma per l’applicazione “Sistema di spesa remota tramite cellulare NFC” che utilizza le tecnologie Radio Frequency Identification (RFID) e Near Field Communication (NFC) per abilitare forme di acquisto remoto di generi alimentari attraverso il semplice ed intuitivo tocco fisico di oggetti con il cellulare. Fra le motivazioni, l’innovatività e la coerenza con lo spirito del Premio Perotto che concilia impegno R&D, rilevanza industriale, vantaggi sociali ed economici;

·     il “Premio start-up”, riservato alle aziende con meno di tre anni di attività, a  Montalbano Technology SpA  di Genova, per la soluzione “Sensori wireless per monitoraggio di parametri ambientali”, con cui è possibile controllare le condizioni di mantenimento dei prodotti durante tutte le fasi logistiche. Fra le motivazioni, il rilievo industriale e scientifico dell’applicazione, e l’elevata valenza socio-economica del monitoraggio della conservazione dei prodotti;

·     la Targa Confindustria Genova, riservata alle aziende liguri a Iso Sistemi Srl di Genova per l’applicazione “Data flow”,  tool grafico a supporto dello sviluppo di applicazioni ETL (Extract, Trasform, Load) e dell’esecuzione delle procedure nell’ambito delle soluzioni di Business Intelligence. Fra le motivazioni il valore dell’applicazione nell’ambito delle attività d’impresa;

La Giuria ha emesso anche due menzioni speciali . La prima è andata a Sata Srl di Modena per la soluzione “LSM – uno strumento software per la razionalizzazione dei trasporti in distretti industriali”, ideato per favorire l’aggregazione della domanda di trasporto proveniente da aziende localizzate in distretti industriali, ottimizzare l’uso delle flotte  e le soluzioni di trasporto;  la seconda è andata a Itsme, costituita a marzo 2008 nel Campus dell’Università Bicocca a Milano, per il valore scientifico della soluzione volta a realizzare una nuova workstation basata sulla metafora innovativa delle storie e dei luoghi in cui accadono e  sostitutiva di quella tradizionale (desktop e folder),  capace di offrire il collegamento automatico tra dati, mail, web, applicazioni . 

“Giunto alla sua quarta edizione, il Premio Perotto ha accolto candidature da tutta Italia, confermandosi  una vetrina di assoluto rilievo per l’hi tech nazionale.– ha dichiarato Lucia Pasetti, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico e Dirigente Sistemi Informativi e Telematici della Regione Liguria. – Un’occasione ove il meglio dell’informatica italiana, dalla grande alla piccola impresa, ha potuto presentare i frutti di impegno che è al cuore dell’innovazione nel nostro Sistema-Paese.

PROSSIMI INCONTRI CTI Liguria:

 Martedì 30 Settembre alle ore 17.30, presso Confindustria Genova (Via San Vincenzo 2, al Cenacolo 5° P), si terrà l'incontro/seminario: 
"Tecnologìe e professionalità per la SOA (Service Oriented Architecture)"

organizzato dall'AICA e dal CTI Liguria.

 Il CTI Liguria, inoltre, ha collaborato con la CCIAA di Genova per l'organizzazione di :
 "Genova incontra il Canada: incoming di operatori canadesi dell'high tech".

Una delegazione di operatori canadesi dell'high tech sarà a Genova dal 1 al 3 Ottobre.

Il  Club SCOA 2009 terrà un seminario il 7 Ottobre alle ore 18, (Via XX Settembre 41-3° P): 
"INNOV-ACTION: il coaching per dare gambe all'innovazione"

organizzato, tra gli altri, dal VP e Past President del CTI Liguria Renzo Provedel. 

Dal territorio e dal mondo

Pesanti avvisaglie di crisi per il mondo dei contenitori :Dopo anni di crescita il mondo dei containers è entrato in crisi e stanno cambiando le strategie dei grossi gruppi armatoriali. Nei numeri scorsi avevamo riportato notizie relative al grande numero di navi porta-container ordinate a tutti i cantieri del mondo. Principalmente gli ordini riguardavano le porta-container da oltre 12.000 teu, lasciando già prevedere una possibile saturazione del mercato. Sono passati pochi mesi ed oggi troviamo le maggiori compagnie di navigazione del mondo alle prese con pesanti ristrutturazioni, con alcune cancellazioni di ordini ma quel che è peggio anche con riduzioni delle navi in servizio. Sulla costa pacifica degli Stati Uniti risulta che le maggiori compagnie si siano consorziate, riducendo lo spazio stiva creando ovviamente problemi ai caricatori. L’impressione che se ne ricava è che l’interscambio mondiale non sia più in crescita, come negli ultimi anni, con punte del 10-12% all’anno ma sia iniziata una fase discendente. Evergreen, per esempio, ha cancellato un noleggio a lungo termine di otto mega portacontainer da 12.000 teu mentre molte opzioni per nuove costruzioni sono state cancellate.

La dogana del futuro: E’ in arrivo la E-Dogana . Si prevedono procedure più snelle, comunicazioni più semplici, trasparenti ed immediate. Questi sono gli obbiettivi della Agenzia delle Dogane che si è posta il quesito : Come raggiungerli ? Si prevede una automazione integrata che andrà sotto il nome in codice AIDA

Il progetto  di informatizzazione delle Dogane, gestito a livello comunitario con il nome “ e-customs “ trova la sua declinazione sul territorio italiano nella sigla AIDA. L’obiettivo  è il raggiungimento dell’automazione integrata del “ mondo doganale”. Gestirà, in tempo reale  , per ogni anno più di 10 milioni di dichiarazioni doganali. Lo scopo è quello di favorire sempre più la snellezza dei traffici  senza penalizzare i dovuto controlli sulle merci e/o sui documenti che accompagnano le merci.

Gli obiettivi perseguiti sono pertanto quelli di: semplificare e velocizzare le procedure doganali sfruttando le opportunità dell’innovazione tecnologica per ridurre  costi e tempi per le imprese, avendo però cura di  garantire la regolarità e la fluidità del commercio internazionale attraverso controlli mirati e selettivi per il contrasto a traffici illeciti, alle frodi e alle contraffazioni

Hismar, il robot capace di pulire la carena ecologicamente Ingegneri e ricercatori europei hanno messo a punto un robot capace di rimuovere la vegetazione dallo scafo delle navi. Questo è HISMAR (Hull Identification System for Marine Autonomous Robotics) sviluppato con i fondi della comunità europea e sarà presentato ad Amburgo durante il SMM 2008 (Shipbuilding Machinery & Marine Technology - International trade Fair - nei giorni 23/26 settembre).  Il progetto diretto da Tony Roskilly della Newcastle University è in grado di memorizzare automaticamente la forma, i dettagli ed ogni singola saldatura o variazione di spessore dello scafo. Quindi tramite getti d'acqua regolabili ad alta pressione procede alla eliminazione della vegetazione marina formatasi. L'acqua viene poi intercettata e filtrata, resa innocua all'ambiente circostante rimuovendo da essa le tracce della vegetazione parassita ad una rata di 150litri al minuto.  Questo robot può lavorare sia in acqua che fuori , e non solo può mantenere pulita la nave ma produce informazioni utili sulle condizioni dello scafo perchè la mappa che elabora è così dettagliata che riconosce se una imperfezione è dovuta a corrosione piuttosto che ad urto o frattura dell'acciaio. Ciò significa che può essere usato anche come valido strumento addizionale alla verifica della sicurezza nave. Questo progetto ha richiesto un investimento di circa Euro 1,7milioni ed un prototipo funzionante sarà disponibile al prossimo SMM.

 

Pillole di storia

 

La tinta e le emozioni scegliendo un colore diciamo inconsciamente tante cose di noi. Già nel 1949 il “test dei colori” dello psicologo, psichiatra e filosofo Max Luscher, si basava sulla tesi che attrazione o repulsione verso una determinata tinta sono riconducibili a stati psicofisici ed emozionali che la combinazione cromatica determina e fa emergere rivelando gli aspetti del carattere ed emotivi. E’ il principio utilizzato in cromoterapia. Otto colori del test di Luscher: il rosso spinge all’attività, eccita, esprime sicurezza di sé; il blu è calma, pace interiore; il verde stabilità, tenacia, autostima; il giallo suggerisce movimento, libertà, ricerca del nuovo. Il grigiore annulla la creatività: non a caso per un italiano su quattro l’ambiente del lavoro è insoddisfacente perché lo spazio in cui vive almeno otto ore al giorno è grigio e anonimo. Vorrebbe soprattutto qualche tocco di blu, colore che per Luscher richiama armonia, gioia e tranquillità. La verifica è avvenuta dalla ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli per TDK Marketing Europe, su un campione di 1010 casi divisi per sesso, età, territorio: l’88% degli intervistati (il 92% tra i giovani sotto i 35 anni) si è schierato a favore di ambienti professionali con richiami cromatici, per il 24% gettonato il verde: rivela la continua ricerca di migliori condizioni. Rosso al terzo posto: chi lo sceglie punta ad un’attività di esperienza intensa, vuole primeggiare, espandersi nel lavoro creativo. “Il mondo del lavoro, fino a pochi anni fa, ha trascurato il rapporto emotivo e fisico tra chi lavora e l’ambiente in cui lavora. Solo da poco si è conquistata la consapevolezza che per diventare più creativi va recuperata la dimensione del contatto con il corpo, dell’ascolto dei suoi processi, dell’amplificazione delle emozioni che in esso si manifestano” . “Finalmente ci si comincia ad accorgere del ruolo che gioca il colore nel posto di lavoro!” commenta l’Arch. G. Rossignoli, per molti anni direttore lavori per le aerostazioni, alla Società Aeroporti di Roma Engineering “ In aeroporto ci siamo occupati di colore solo per le zone dedicate ai passeggeri ed è avvantaggiato chi lavora al check-in e usufruisce di un ambiente colorato, allegro. Le aeree d’attesa della partenza hanno colori rassicuranti, sul verde, azzurro. Beige , marrone in sala vip per creare un ambiente raccolto, dove leggere e riflettere”

 

Una trattoria a gettone apre nel mese di Novembre,a Bologna, la prima trattoria a gettone. Si chiamerà “JakFox” e nasce dall’idea di due giovani imprenditori del luogo che contano di esportare altrove la loro esperienza., ovviamente se tutto andrà come previsto. A da re la notizia dell’iniziativa è il bollettino dell’Unione Nazionali Consumatori, “le Scelte”. La trattoria a gettone è pensata per chi non ha tempo per cucinare e non ha voglia di mangiare il solito panino all’ora del break. Potrà invece gustare piatti caldi affidandosi a un sistema di distribuzione del tutto automatizzato: con un gettone “scaricherà” tortellini, lasagne, risotti, scaloppine, bolliti e polpette. Il JackFox è programmato per menù a 5 euro (primo, secondo, contorno, frutta, caffè) composti in prevalenza da specialità emiliane. L’igiene sarà garantita da contenitori sigillati e asettici, in acciaio. I consumatori poi potranno gustare le vivande nel locale, provvisto di mensole e con pareti a prova di writer: saranno di cartone rinnovabili, di modo che a intervalli regolari i pannelli saturi di scritte potranno essere sostituiti da altri intonsi e pronti per essere decorati. La trattoria a gettone, inoltre, sarà provvista di monitor su scorrerà, a ciclo continuo, il nastro con le informazioni sugli orari dei mezzi pubblici e sugli spettacoli. I ristoranti a gettone sono una novità per l’Italia ma non all’estero. I primi tentativi risalgono addirittura al 1902, in USA. Ma dopo un picco di 180 locali, tutti finì entro il 1990: erano arrivati i fast food. (La Repubblica Salute)

 

 

Hanno collaborato:

Giorgio Molinari,  Mariano Maresca,  Patrizia Perego, Marco Storace, Marina Tevini